Non tarda la replica di D’Agostino

“L’Andolina deve rispondere a tre domande semplicissime”.

“Quanto scritto dal Vice-Sindaco rappresenta il manifesto del più vecchio modo di fare politica”

Sandro D'Agostino, Massino L'Andolina - foto Libertino
Sandro D’Agostino, Massino L’Andolina – foto Libertino

Replico a quanto scritto dal Vice-Sindaco L’Andolina non per spirito di polemica ma poiché impressionato dal suo scritto che rappresenta il manifesto del più vecchio modo di fare politica, la summa di chi ama crogiolarsi sulla poltrona invece che impegnarsi nel rispondere concretamente ai problemi della gente. L’Amministrazione deve parlare con i fatti e non perdersi in noiosi comizi senza peraltro dire nulla di sensato.
Non credo che a nessuno interessi la mia militanza nel PD. Chi ha letto le cronache politiche saprà che da militante del PD ho criticato il mio partito, ma che da semplice iscritto continuo a militare per cambiarlo e migliorarlo.
Il Circolo di Tropea del PD, caro vicesindaco, sta riorganizzandosi e prestò darà il suo contributo e farà sentire la sua voce nel deserto cui avete condannato la nostra città. Io ero iscritto al PD e continuo ad esserlo. Il Vice-Sindaco semmai dovrebbe spiegare perché da militante di sinistra, non appena eletto ed entrato nell’amministrazione Vallone, ha deciso tesserarsi con il PDL: forse per aiutare il suo sindaco ombra ad acchiappare una poltrona vibonese di sottogoverno? Ma questo non interessa ai cittadini, i quali ben capiscono chi salta sul carro del vincitore e chi, invece, rimane nella propria casa anche quando ha perso ed anche quando la sconfitta è ingiusta.
Ciò che impressiona è come il Vice-Sindaco si attardi in attacchi alla minoranza invece di spiegare come intendono risolvere i problemi del paese. Bisognerebbe parlare delle scuole che vanno a pezzi (noi proponevamo un progetto avveniristico, loro discutono sull’ennesima perizia necessaria a conservare delle scuole obsolete), delle infrastrutture assenti come i progetti di quest’amministrazione (noi proponevamo un parcheggio multipiano che avrebbe cambiato l’ingresso di Tropea, loro si attardano in comodati d’uso privi d’interesse pubblico), e non battibeccare sul nulla. Tropea è al declino e il vice-Sindaco vorrebbe da me le spiegazioni sull’adesione al PDL di Repice? Siamo al delirio dell’inettitudine.
Veniamo, ancora una volta, alla questione porto di Tropea, per capire come L’Andolina sia l’espressione della politica da cui voglio stare lontano. Nella sua cronologia degli eventi il Vice-Sindaco dimentica di segnalare che la Regione Calabria, dopo quello lui chiama “esposto” della Lista Passione Tropea, ha trasmesso la documentazione alla Procura della Repubblica che, a mio avviso, chiarirà molto sulla paternità delle responsabilità per l’attuale situazione in cui versa il Porto di Tropea. Dimentica, però, di dire che in virtù della sua delibera n. 119 del 2012 la spa Porto di Tropea ha incassato fior di migliaia di euro per l’accordo che avevano previsto e che non hanno stipulato. E vi è di più: il vice-Sindaco premette che, ad avviso della maggioranza, il Bando Europeo (imposto dal TAR) è una soluzione peggiore rispetto alla transazione con la vecchia società che gestiva il porto, ma non spiega perché non insistono sulla soluzione che per loro garantisce il maggior interesse pubblico. L’Andolina non deve sprecare dieci pagine ma rispondere a tre domande semplicissime:

1) Perché il Comune di Tropea non porta a termine la transazione (su cui si sono già espressi favorevolmente in Giunta – salvo revocare quella delibera – e in base alla quale hanno gestito il Porto di Tropea fino a portarlo al completo abbandono) se la ritengono legittima e finalizzata a realizzare l’interesse pubblico?
2) Perché non hanno chiesto all’Avv. Spataro e Morcavallo ed Assisi un parere pro-veritate sulla legittimità della transazione che è stata una soluzione già posta alla base della delibera di Giunta 119/12 e in base alla quale una SPA ha introitato un guadagno indebito (atteso che l’accordo non è giunto ad essere formalizzato)?
3) Perché non si dimette se lui stesso ammette che sta amministrando contro quello che lui ritiene essere l’interesse pubblico per Tropea?
Se la transazione è legittima non dovevano revocare la delibera 119/12 come invece hanno fatto. L’Andolina, se avesse un minimo di coerenza fra ciò che pensa e dice e quello che fa, non dovrebbe restare al suo posto un secondo in più nel momento in cui afferma: “Quello del bando Europeo è un suggerimento che ci viene dettato da organismi superiori. Non va nell’interesse pubblico così come noi lo avevamo inteso. E’ una cosa diversa. Ma sicuramente Il Comune di Tropea non ne ricaverà i benefici che avrebbe ricavato con la transazione”. Un amministratore che pur di restare attaccato alla poltrona preferisce compiere atti che ritiene contrari all’interesse della città che amministra deve dimettersi un secondo dopo e non dare lezioni di coerenza politica. Se enti superiori gli impongono soluzioni contrarie all’interesse pubblico li denunci senza ritardo perché il Comune non è un ente a sovranità controllata.
L’Andolina rifletta bene perché dopo aver affermato che la transazione con la spa Porto di Tropea è la soluzione migliore per risolvere la questione Porto deve spiegare, senza giri di parole, perché non procedono in qual senso. Altrimenti il trasformismo politico di cui parla è nulla rispetto alla intrinseca incoerenza che lui rappresenta nel momento in cui accetta di compiere un atto contrario all’interesse della città che amministra.

Avv. Sandro D’Agostino

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