Novena a Santa Domenica, II giorno

La persecuzione

«Fate tutto per la gloria di Dio» (1Cor 10,31).

Riferimento biblico
«Fate tutto per la gloria di Dio. Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza. – Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo». (1Cor 10,31-11,1)

Dalla vita di S. Domenica – La persecuzione.
Gli storici sogliono classificare in dieci le principali persecuzioni più contro i cristiani, cominciando da quella di Nerone durante la quale i Santi Apostoli Pietro e Paolo consacrarono l’eterna Roma col loro sangue glorioso.
Sul principio del suo governo, l’imperatore Diocleziano si mostrò benigno coi cristiani, evitando che fosse loro richiesto di rinunziare alla propria Fede. Ma dopo appena due anni, promulgò l’editto di proscrizione e di morte, senza distinzione di ceto sociale. L’intera legione Tebea, formata da soldati cristiani che avevano combattuto nella Gallia a favore dell’Impero, richiesta di abiurare la propria fede, volle morire piuttosto che tradire la fedeltà a Cristo.
Gli storici del tempo, anche pagani, descrivono la generale carneficina che il crudele Diocleziano volle a sua glorificazione, per sentirsi attribuita la distruzione della superstizione cristiana, come veniva dai pagani. I monumenti ed altre prove di autenticità affermano l’eroismo, il coraggio, e lo zelo dei fedeli di quell’epoca memoranda, ed attestano ancora l’empietà, l’ingiustizia, la crudeltà della persecuzione. I pochi luoghi sacri dei cristiani sono profanati e distrutti; i libri sacri, gli Atti dei santi Martiri sono bruciati perché se ne perda la memoria.
Nel furore di questa persecuzione si compiva il sacrificio di Domenica e della sua famiglia. Insieme ai genitori, Santa Domenica viene denunziata al Proconsole di Calabria come nemica degli dei dell’Impero e seguace del Dio dei cristiani. Il Proconsole ne informa subito l’Imperatore, il quale ordina che, persistendo essi nella fede, vengano tradotti subito da lui.

Acclamazione corale (tutti)
Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: * abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, * per contemplare la bellezza del Signore e ammirare il suo santuario. * Nella sua dimora mi offre riparo nel giorno della sventura. (dal salmo 26)

Riflessione
Anche il tempo della persecuzione è tempo di Dio. Non c’è un tempo sacro e un tempo profano. Il tempo è sempre sacro quando stiamo a servizio di Dio e delle creature con trepidazione e rispetto. Il tempo è profano quando pensiamo esclusivamente a noi stessi, quando ci chiudiamo nella nostra mediocrità, nel nostro egoismo, nel nostro quieto vivere e non permettiamo che la realtà esteriore, con la quale dobbiamo comunicare, venga a disturbare la nostra pace. Il tempo è sacro quando siamo in comunione con tutti, senza ascoltare il nostro orgoglio, la nostra pigrizia, le nostre ambizioni, la nostra sensibilità superficiale.

I santi Martiri non hanno perso il loro tempo e la loro vita: essi l’hanno offerto in sacrificio d’amore a Dio è loro eredità e corona dei santi martiri. Attraverso di essi Dio benedice il suo popolo; perdona i peccati, rinnova i cuori.

Preghiera
· Dio misericordioso, – aiutami ad offrire me stesso come sacrificio vivo; – a dedicare tutta la mia vita al tuo servizio.
· Che io non mi conformi alle mode di questo mondo, ma che mi lasci trasformare da te con un completo mutamento della mia mente, per essere capace di comprendere qual è la tua volontà, ciò che è buono, a te gradito e perfetto.
· Che il mio cuore sia sincero! Che io sappia fuggire il male e sappia seguire il bene.
· Che possa mantenermi sereno nella speranza, paziente nelle tribolazioni e perseverante nella preghiera.
· Aiutami a benedire quelli che mi perseguitano, a prendere parte alla gioia di chi gioisce e a piangere con chi piange.
· Aiutami ad andare d’accordo con gli altri, a non inseguire desideri di grandezza, ma a volgermi piuttosto verso le cose umili e a non farmi un’idea troppo grande di me stesso.
· Che io non restituisca a nessuno male per male, ma che sappia vincere il male con il bene. e per riuscire a vivere tutti questi valori, donami la pienezza del tuo spirito. (Rm 12)

Impegno
Nelle attività quotidiane mi sforzerò di cercare il “filo rosso” che le unisce, e cioè la volontà di Dio e la ricerca sincera di Lui. Cercherò quindi la piena comunione con il Signore: questa dà unità, essenzialità, solidità alla mia vita, aiutandomi a superare anche le tante sofferenze e amarezze.

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