Obbedienza, umiltà e non presunzione

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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Obbedienza, umiltà e non presunzione.

Costruire l’uomo interiore è una impresa ardua, e non bisogna fidarsi troppo di se stessi, ma accorre ascoltare l’altro che ti guarda e ti può aiutare. Si arriva così ad essere anche discepoli. Gesù li sceglieva i suoi discepoli e li formava, tenendo conto dei loro “ritardi” interiori. Soprattutto li sosteneva quando erano scoraggiati dinanzi alla incredulità degli altri. – La storia di oggi può essere significativa per chi è interessato a costruire il suo “uomo interiore”.

Un pittore fiero ed orgoglioso della sua opera, si recò un giorno dall’imperatore per diventare pittore di corte. Strada facendo diceva fra sé:
– Non appena vedrà le mie opere l’imperatore resterà stupefatto! Mi coprirà di onori e farà omaggio al mio genio! – e pregustava tra sé e sé quel momento.
Invece l’imperatore guardò le sue opere senza dire una parola e poi gli ordinò di tornare da lui il giorno dopo, portando di nuovo con sé tutti i suoi quadri.
Il giorno seguente l’artista ritornò, ma l’imperatore si comportò allo stesso modo, ordinandogli di tornare il giorno successivo; e fu così per più giorni.
Il silenzio dell’imperatore di fronte ai suoi capolavori cominciava a preoccuparlo e, pian piano, prese a dubitare di sé e della sua arte. Un giorno, persa ogni speranza nel suo sogno di gloria, si recò a corte solo per obbedienza.
– Sono tornato solo per il vostro comando – confessò dinanzi all’imperatore  – ma non avrei più voluto venire.
L’imperatore, allora, lo ricevette con tutti gli onori e lo elesse a miglior artista del regno.  «L’opera interiore della tua anima – gli sussurrò in un orecchio – doveva ancora eguagliare la bellezza dei tuoi quadri: mancava solo il tocco più prezioso: quello dell’umiltà».
(dal web).

Papa Francesco ha incontrato, in maniera ravvicinata, i popoli di Ecuador, Bolivia, Paraguay. Ha daro coraggio e sostegno agli sfiduciati, ai senza lavoro, ai senza casa, ai carcerati. Ha fortemente incoraggiato gli amministratori e le autorità. Il presidente Morales della Bolivia gli  ha donato un crocifisso su falce e martello: un dono ambiguo? No. Ha voluto essere il forte ricordo del gesuita P. Luis Espinal, ucciso negli anni '80 dai paramilitari, che lo aveva ideato.
Papa Francesco ha incontrato, in maniera ravvicinata, i popoli di Ecuador, Bolivia, Paraguay. Ha dato coraggio e sostegno agli umili, agli sfiduciati, ai senza lavoro, ai senza casa, ai carcerati. Ha fortemente incoraggiato gli amministratori e le autorità. 
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