Oratorio dietro le sbarre

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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Ferrante Aporti – carcere-minorile

Oratorio dietro le sbarre

«Il primo compito dell’educatore – secondo don Domenico Ricca, cappellano del carcere minorile Ferrante Aporti di Torino – è esserci e non stare fuori dal campo dove viene giocata la partita». Così, il sacerdote ha potuto raggiungere un significativo traguardo: portare un minorenne alla libera scelta dei sacramenti della iniziazione cristiana.

Nel penitenziario minorile di Torino, Ferrante Aporti, domenica 8 giugno 2014, solennità di Pentecoste, per la prima volta nella storia di questo carcere un ragazzo detenuto, Luigi, ha ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana: battesimo, comunione e cresima. Con lui anche due suoi compagni, Jonny, peruviano, e Marius, romeno, si sono accostati per la prima volta all’Eucaristia.
Una celebrazione straordinaria, che ha potuto avere luogo grazie anche a un “sogno realizzato”. Quello di don Domenico Ricca, per tutti don Mecô, dal 1979 cappellano del Ferrante.
Nell’aprile 2013, con il trasloco dei minori detenuti nei nuovi locali di un’ala rinnovata del penitenziario, è stata allestita anche una cappella, benedetta dall’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia.
Un oratorio dentro il carcere. È il sogno che ogni giorno, da ben trentacinque anni, tenta di realizzare il salesiano don Domenico Ricca, cappellano al carcere minorile di Torino.
Nei giorni scorsi, in occasione del bicentenario della nascita di don Bosco, la sua lunga esperienza, esaltante e ricca di difficoltà, è condensata in un libro intervista realizzato insieme a una redattrice del settimanale diocesano «La voce del popolo» (Il cortile dietro le sbarre: il mio oratorio al Ferrante Aporti, Torino, Elledici, 2015, pagine 333, euro 14,90).
(fonte: Osservatore Romano 17 giugno 2015)

Dal Vangelo
«Ero carcerato e siete venuti a trovarmi» (Matteo 25,36).

don Domenico Ricca, cappellano del carcere minorile Ferrante Aporti di Torino - è esserci e non stare fuori dal campo dove viene giocata la partita».
Don Domenico Ricca, cappellano del carcere minorile Ferrante Aporti di Torino, ha pubblicato recentemente un libro un libro in cui narra il suo non facile apostolato con i detenuti minorenni. «Il primo compito dell’educatore è esserci e non stare fuori dal campo dove viene giocata la partita».
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