Un ragazzo, la foresta, la vocazione

E’ bello venire a conoscenza di particolari di storie che hanno inciso sulla vita di qualcuno, particolarmente sulla propria vocazione. In questi giorni siamo in apprensione per la sorte del missionario Padre Pierluigi Maccalli, originario della diocesi di Crema, rapito da estremisti mentre si trovava nella parrocchia di Bomoanga, diocesi di Niamey in Niger. – Tra le tante storie vocazionali, eccone una una sviluppatasi in una foresta del Brasile: dalla foresta al sacerdozio! Papa Francesco ha invitato a pregare ed a impegnarsi seriamente per l’Amazzonia nel recente Sinodo voluto da lui sull’Amazzonia.

19 Martiri di Algeria beatificati il prossimo 8 dicembre

Dopo la scelta di cercare una riconciliazione improntata al silenzio, ora la Beatificazione dei 19 martiri cristiani di Algeria apre uno squarcio di luce sulle tante sofferenze vissute dal popolo algerino. E si spera con questo di favorire un processo di riconciliazione e di perdono. – Il messaggio che lasciano questi 19 martiri con il sacrificio della loro vita è chiaro: che una coesistenza fraterna e rispettosa tra le religioni è possibile.

Una baracca in cielo

Pensiamo mai al Paradiso? Lo desideriamo? Come ce lo immaginiamo? Il pensiero del Paradiso ha reso buone e perseveranti tante persone, sostenendole nelle difficoltà della vita terrena. Inoltre: “Nessuno di noi entrerà in Paradiso se là non potrà trovare qualcuno a cui possa dire: anch’io ho dato il mio aiuto per farti arrivare in cielo!” (Fulton Sheen, 1895-1979).

Una storia di perdono

Perdonare non è facile, ma è la più grande virtù porta benefici a questo nostro mondo. Se vi fosse il perdono nella società, nella famiglia, nella comunità, la terra non sarebbe più come una gabbia di belve feroci ma una piccola oasi di pace, di Paradiso. Il perdono ci rende simili a Dio che ci ama fino al punto di perdonare sempre, perdonare tutto. Il perdono è una “benefica sofferenza”, che fa bene ad entrambe le parti: a colui che perdona e a colui che è perdonato.

Il Messia sofferente specchio per la Chiesa

La salvezza, nella logica del vangelo, richiede la sofferenza, che solo un amore senza limiti come quello di Cristo può sostenere. – Ci attira il Cristo che soffre? Allora non esitiamo a seguirlo. Accogliamo l’invito a perdere la nostra vita aderendo in pienezza alla logica della croce, come il Beato Don Pino Puglisi che tra un mese sarà canonizzato.  Il sorriso e la croce accettata e portata con amore è la testimonianza vincente di Don Pino Puglisi per noi oggi.

Accoglienza con cene in famiglia con i migranti

Seconda edizione di “Aggiungi un posto a tavola”, il progetto nato per favorire l’integrazione dei migranti da un’idea della cooperativa Odissea insieme all’Osservatorio per la pace di Capannori, alla Caritas e al Cooperazione missionaria della diocesi di Lucca. – Se il primo anno erano state 12 le famiglie ad aprire le loro case, questa estate il numero è arrivato a 26 famiglie. Un’occasione per i residenti di scoprire chi sono veramente i richiedenti asilo, quali sono le loro storie, come sono arrivati e come si trovano in Italia. Le famiglie hanno potuto fare loro domande e conoscerli faccia a faccia senza alcun pregiudizio, soltanto ascoltandoli in un clima conviviale.

Il paese delle persone con una gamba più corta

Il rischio di una nuova schiavitù di pensiero è sempre in agguato: perché, in qualche modo, bisogna prendere posizione, bisogna schierarsi. E sono gli stessi social media ad attirare, anche manipolando le informazioni, verso l’una o l’altra posizione. Il cristiano deve guardare la propria coscienza illuminata dalla Parola in cui crede e da cui è nutrito. Dice San Paolo: “Non conformatevi a questo mondo, ma trasformatevi rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto” (Rom 12, 2).

Le ronde delle mamme migranti

n Svezia da qualche tempo si sono organizzate le ronde delle mamme migranti per strappare i propri figli alla criminalità. Di giorno sono operaie, casalinghe, insegnanti: di notte diventano madri coraggio nel popoloso quartiere di Rinkeby a Stoccolma. Pattugliano scuole, parchi, parcheggi: tutto per strappare i figli alle trappole del crimine che cerca manovalanza a basso costo. – Con tutte le discussioni in corso sulla questione migranti, questa storia  può gettare una luce di speranza sul futuro della presenza dei migranti nei nostri paesi.

Il vecchio che adorava il sole

Dio è amore (1Gv 4,8) e tutti quelli che parlano la lingua dell’amore e praticano l’amore riusciranno a comunicare con Lui e tra di loro. Ma se invece dell’amore si vuole praticare una qualunque forma di predominio sull’altro, allora le diversità saranno un ostacolo insormontabile. La “ortodossia” non dispensa nessuno dall’amare gli altri, anche se diversi per religione, cultura e razza.

Suor Alfonsa Maria Eppinger, nuova Beata

La nuova beata Suor Alfonsa Maria Eppinger ha lasciato vive testimonianze della sua carità: l’amore per i poveri, gli emarginati e i senzatetto, ma soprattutto per i malati, a cui consacrò tutta la sua vita. Questo carisma continuò a vivere nelle Suore da lei fondate: nel colera del 1854 vegliavano giorno e notte al capezzale degli ammalati, davano prova di ingegno per salvare vite umane e arginare il contagio, assistevano i morenti, consolavano le famiglie, esortavano a non perdere la speranza. E il nostro mondo di oggi continua ad avere ferite sempre aperte e sanguinanti.

Aprire gli occhi e le orecchie

Viviamo in una società i cui mezzi di informazione sono sempre a caccia di scoop, col dichiarato proposito di aprire gli occhi ai cittadini. Ma spesso poi le informazioni o sono cattive o dette col proposito di distruggere le persone e allora invece che luce alzano un denso fumo che finisce per annebbiare gli occhi e il cuore. Solo Gesù ci può aprire gli occhi e il cuore, perché vediamo la nostra miseria, ci convertiamo e accogliamo la sua salvezza.

La Patrona di Tropea

Il 9 settembre di ogni anno, anniversario della incoronazione della sacra Icona, si svolge la processione che accompagna la venerata Immagine per le vie cittadine insieme a tutte le confraternite religiose e alle associazioni. La partecipazione popolare è altissima.

Una campana piena di sporcizia

Grande responsabilità è trasmettere la fede. E’ la sfida di un cristiano: essere fecondo nella trasmissione della fede. Ed è anche la sfida della Chiesa: essere madre feconda, partorire dei figli nella fede”. – Ma se è sporchi la fede non si trasmette. Bisogna essere sinceri e coerenti con la propria fede. Allora il cristiano sarà come una campana che suona per attrarre gli altri e non un “bronzo che suona a vuoto” secondo una espressione di S. Paolo.

Uccello nutre due nidiate

La grande preoccupazione dei genitori è il futuro dei figli, soprattutto quando questi sono in condizioni di necessità: “Che ne sarà di loro quando io non ci sarò più? La fece invita ad aprire il cuore a Dio: “Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?” (Matteo 6, 25-26). Non si tratta di un “calmante o sedativo” spirituale, ma di una reale apertura fiduciosa in quel Dio creatore e Padre, che non mancherà di provvedere a chi rimane nel bisogno.

Più forti delle critiche

Mai scoraggiarsi, mai lasciarsi andare, bisogna sempre continuare a camminare, nonostante le difficoltà o le critiche che si incontrano. Lo testimonia la bella storia di un bambino qualunque giunto ad essere un cantante dal successo incredibile: Enrico Caruso.

La carità porta sempre frutti

Un piccolo seminario del Paraguay viene derubato da una banda di ragazzi di strada. Perdonati, essi diventano amici dei sacerdoti e uno addirittura diventa sacerdote. E’ ben vero: la carità non ha limiti e non avrà mai fine! – Dice il Signore Dio per mezzo del profeta: “Forse che io ho piacere della morte del malvagio o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva? “(Ez 18, 23).

La lampada accesa per la visita

Amerai il prossimo tuo come stesso”. Madre Teresa, oggi santa, aveva trascorso la prima parte della sua vita religiosa insegnando ai ragazzi nelle scuole dei ricchi. Ma poi il Signore la chiamò e la inviò in una terra, l’India, tra gli abbandonati, per accendevi il fuoco della carità, come dimostra questa semplice storia ricca di umanità.

L’ipocrisia nella vita

Viviamo in un mondo inquinato dalla ipocrisia, a tutti i livelli; nessuno può ritenersi esente. E’ un inquinamento che parte dal cuore e non si può guarire se non scendendo con sincerità nel proprio cuore. Se la lotta all’inquinamento fisico e la cura dell’igiene è un segno di progresso e di civiltà al quale non si può a nessun costo rinunciare, lo stesso impegno deve manifestarsi nell’inquinamento del cuore. – L’ipocrisia non è il linguaggio di Gesù”, né deve esserlo dei cristiani, giacché “l’ipocrita è capace di uccidere una comunità”. L’ipocrisia uccide le comunità, fa tanto male alla Chiesa.

Il medico uguale agli altri

Tutti apprezziamo il medico ricco di conoscenze, e non soltanto di quelle che sono contenute nei libri, ma dalla voce dei suoi pazienti. Al medico ci si avvicina con trepidazione, più che come al confessore. Il medico ha il primario compito di accogliere prima il paziente e poi la sua malattia. Onore a tutti i medici che svolgono la loro professione con lo spirito di San Giuseppe Moscati, il medico Santo.