Papa Francesco nelle terre del film The Mission

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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Papa Francesco nelle terre
del film “The Mission”.

La visita di Papa Francesco in corso in America Latina (fino al 13 luglio) si conclude in Paraguay, scenario delle missioni dei gesuiti tra gli Indios Guaranì, immortalate dal film “The Mission”. Il dibattito lanciato dal Papa per una Chiesa che esca da sé ed arrivi agli ultimi, alle “periferie”, trova in questa visita un esempio ancora scottante. – Il celebre film a suo tempo suscitò in tutto il mondo emozioni incredibili. Una storia da rivisitare e poi rivivere nella visita del Papa.

La visita di Papa Francesco in America Latina avrà il suo apice in Paraguay, terra delle incredibili “Reducciones”, le missioni dei gesuiti tra i Guaranì, che hanno dato vita a delle società dove il rispetto della cultura e creatività degli Indios ha tentato di trovare un’armonia profonda con la fede cristiana. L’epopea delle missioni gesuitiche è stata raccontata nel film “The Mission” nel 1986 dal regista Roland Joffé, e dalle musiche di Ennio Morricone.

La trama del film

Il film rivive – con licenze storiche – la vita di padre Gabriel, primo missionario gesuita che si arrampica sulle cascate e grazie alla musica del suo oboe riesce ad avvicinarsi amichevolmente alla tribù di Indios Guaranì, ancora allo stato selvaggio. Essi in passato avevano già fatto martire un gesuita che aveva tentato di convertirli alla fede cristiana.
Nel frattempo un cacciatore di schiavi spagnolo, Rodrigo Mendoza, uccide per gelosia in un duello pubblico suo fratello Felipe, dopo aver scoperto che questi aveva una relazione con Carlotta, donna amata dallo stesso Rodrigo.
Travolto dal rimorso, Mendoza decide di lasciarsi morire in cella, ma padre Gabriel, venuto a sapere dell’accaduto, lo convince a trasformare il suo rifiuto della vita a una consacrazione a Dio come religioso. Diventa missionario anche lui nelle “Reducciones.
Con la crescita delle Missioni tra Paraguay, Argentina e Brasile, i rappresentanti dei coloni spagnoli e portoghesi iniziano a vedere l’opera dei gesuiti come scomoda e piena di potenziali minacce per i loro affari economici, poiché i gesuiti offrono protezione agli Indios ed evitano loro di essere ridotti in schiavitù a lavorare nelle piantagioni. I coloni portoghesi e spagnoli riusciranno a mettere dalla loro parte i rispettivi governi e mettono sotto ricatto il vescovo locale, Luis Altamirano, che, nonostante riconosca la grande bontà delle missioni gesuite, ordina ai religiosi di abbandonarle per accogliere le richieste dei sovrani europei.
Se il vescovo avesse scelto di stare dalla parte dei Gesuiti e quindi di far tenere le missioni, correva il rischio della propria vita, quella degli stessi missionari, e in seguito la stessa chiesa in Europa avrebbe avuto seri guai a tal punto da venire anche distrutta.

Se è vero che la trama del film è stata criticato in qualche passaggio per le licenze artistiche che non sono fedeli alla storia, solleva comunque i grandi temi del pontificato di Papa Francesco, e in particolare della sua visita a America Latina: ancora oggi la Chiesa si trova davanti alla sfida di farsi compagna di vita degli ultimi.
Ecco la nuova “periferia”, la terra degli Indios Guarani, che il Papa vuole porre, almeno per qualche giorno, al centro del cuore della Chiesa.
(fonte: Aleteia.org)

Il  film: padre Gabriel, primo missionario gesuita si arrampica sulle cascate e grazie alla musica del suo oboe riesce ad avvicinarsi amichevolmente e con grande successo alla tribù di Indios Guaranì, ancora allo stato selvaggio. Ma i coloni spagnoli e portoghesi iniziano a vedere l’opera dei gesuiti come scomoda e piena di potenziali minacce per i loro affari economici, poiché i gesuiti offrono protezione agli Indios ed evitano loro di essere ridotti in schiavitù a lavorare nelle piantagioni. Sarà una strage... ma le buone idee sopravviveranno.
Il film: padre Gabriel, primo missionario gesuita si arrampica sulle cascate e grazie alla musica del suo oboe riesce ad avvicinarsi amichevolmente e con grande successo alla tribù di Indios Guaranì, ancora allo stato selvaggio. – Ma i coloni spagnoli e portoghesi iniziano a vedere l’opera dei gesuiti come scomoda e piena di potenziali minacce per i loro affari economici, poiché i gesuiti offrono protezione agli Indios ed evitano loro di essere ridotti in schiavitù a lavorare nelle piantagioni. Sarà una strage… ma le buone idee sopravviveranno.
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