Parghelia uniti per il futuro

Un interrogativo del tutto legittimo

“La formazione politica si può ancora considerare una lista civica?”

Veduta di Parghelia - foto Libertino
Veduta di Parghelia - foto Libertino

A distanza di quasi un anno dalla vittoria alle elezioni amministrative dei giovani senza partito, rappresentanti della cosiddetta società civile, confluiti nella coalizione “PARGHELIA UNITA PER IL FUTURO”, ritengo che sia opportuno e utile domandarsi se tale formazione politica si possa ancora considerare una lista civica e, quindi, se questa espressione possa ancora avere un significato dal punto di vista politico.
Questo è l’interrogativo al quale è doveroso dare una risposta. Sono consapevole che, ponendo la domanda in termini così netti, si rischia di essere guardati con sospetto soprattutto dai consiglieri comunali di maggioranza, che si considerano buoni amministratori, a cominciare dal sindaco e dal presidente del Consiglio.
Ma si tratta di un interrogativo del tutto legittimo, che potrebbe – c’è da augurarselo – spalancare ampi orizzonti di discussione per la evidente correlazione esistente con il tema del rapporto tra eletti e corpo elettorale. Non è di certo questo il luogo per analizzare in modo esaustivo la questione. Credo, comunque, che per ora sia sufficiente delineare e mettere a fuoco le caratteristiche peculiari e i requisiti essenziali che una lista elettorale, che voglia dirsi “civica”, deve possedere perché possa differenziarsi e distinguersi da una lista elettorale, che sia invece emanazione ed espressione di un partito politico
A mio avviso, gli elementi più importanti, che caratterizzano e connotano una lista elettorale come civica, sono l’autonomia dai partiti politici e il coinvolgimento partecipativo dei cittadini elettori nella vita politico-amministrativa del Comune. Il dizionario della lingua italiana Garzanti ne dà la seguente definizione :”lista elettorale presentata alle elezioni amministrative, autonoma rispetto ai partiti tradizionali, con un programma che mira ad affrontare e risolvere i problemi locali”. Ciò significa che la lista dei candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale deve affrontare la prova elettorale senza avere alcun collegamento o vincolo con qualsivoglia partito politico e mantenere anche in seguito tale caratteristica. A ciò è necessario aggiungere la seconda fondamentale caratteristica che è il coinvolgimento democratico dei cittadini nell’azione amministrativa.
A Parghelia queste regole sono state rispettate ed osservate dalla lista che ha vinto la competizione elettorale nella fase di composizione e formazione della medesima ed anche nel corso della agguerrita campagna elettorale; e i principi in esse contenuti sono stati annunciati nei comizi e inseriti, sia pure in abbozzo, nel programma politico-amministrativo presentato all’elettorato.
La prima impressione generale è stata che ci si trovasse di fronte a una svolta storica, a una rivoluzione politica e culturale, che, se attuata una volta vinte le elezioni, avrebbe relegato in soffitta, per la prima volta, il vecchio modo di fare politica e determinato indubbi vantaggi collettivi. Ma la rivoluzione non ha ancora avuto inizio, rimanendo alla fase dell’annuncio, e finora niente di sostanzialmente nuovo è accaduto rispetto al passato sotto il sole pargheliese : la politica locale continua a celebrare i vecchi riti e corre lungo i tradizionali binari dell’ordinaria attività amministrativa. Credo che nessuno, che abbia un minimo di onestà intellettuale, possa sostenere che l’approvazione di un bilancio, i microinterventi nel settore viario ( i sensi unici ) e l’illuminazione pubblica installata nelle stradine che portano al mare, o i doverosi e certamente encomiabili interventi del sindaco e della giunta comunale durante l’emergenza ambientale causata dall’alluvione dello scorso ottobre siano elementi qualificanti dell’azione amministrativa e possano essere catalogati nell’ambito delle politiche innovative.
Ora, tornando al discorso inziale e quindi ai due caratteri di fondo, che dovrebbero connotare una lista civica, emersi anche – come si è detto – durante la campagna elettorale e nel metodo di composizione della lista, si può in tutta serenità affermare, alla luce degli avvenimenti politici accaduti o meglio non accaduti, che sia il coinvolgimento dei cittadini, sia l’autonomia dai partiti politici, sono svaniti nel nulla, si sono dissolti come neve al sole, come fragili e colorate bolle di sapone.
La forza propulsiva della rivoluzione di…novembre, promessa e annunciata tra squilli di tromba e fanfare nei comizi elettorali e messa nero su bianco nel programma, si è esaurita con i tornei estivi di burraco e con le iniziative cosiddette culturali – senza dubbio lodevoli e socialmente importanti ed utili – inventate e organizzate dall’assessorato competente in collaborazione con l’associazione “I Paralioti”. Tutto è come prima e come sempre.
Il “popolo sovrano, con la cui partecipazione si sarebbe dovuta svolgere e portare avanti l’azione amministrativa del Comune, una volta terminata la fase elettorale, non è stato più consultato, tantomeno convocato in pubbliche assemblee. Nessun dibattito è stato organizzato – e in ciò…brilla anche l’opposizione – per affrontare i veri problemi, che pure esistono e sono gravi, di Parghelia. E i cittadini, ancora una volta, sono stati accuratamente messi da parte, in ibernazione, per essere poi scongelati tra quattro anni, alla prossima scadenza elettorale, quando saranno chiamati a scegliere di nuovo i propri rappresentanti al Comune.
Vale la pena di sottolineare con molta evidenza anche il fatto che, alcuni mesi or sono, è stato costituito, all’interno della maggioranza consiliare, da tre componenti della medesima istituzionalmente importanti – il sindaco e due assessori – il gruppo “Scopelliti Presidente”. In questo modo si è assestato il colpo mortale all’autonomia della lista civica, si è determinato la definitiva “mutazione genetica” della stessa, trasformandola in una lista partitica a tutti gli effetti.
Mi chiedo se tutto ciò di cui si sta parlando sia accaduto per una scelta consapevole o, più semplicemente, sia frutto di approssimazione e di incoerenza. In tutt’e due le ipotesi ne fa le spese la gente, che si vede di nuovo gabbata dalla politica e che constata amaramente che i sogni e le speranze di una vera svolta e di un reale cambiamento della politica locale sono durati lo spazio di una campagna elettorale.
In principio era la lista civica…. Ora, al Comune c’è una maggioranza che è diventata espressione di un partito tradizionale di centrodestra e neoborghese, per giunta.
Devo ammettere che quest’analisi è piuttosto dura e pessimistica ed è ovvio concludere che sarei ben lieto se la futura evoluzione dei fatti mi smentisse.

Andrea Locane

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