Parliamo di Imu

Ci sono ancora tanti punti da chiarire

Abbiamo provato a ipotizzare l’applicazione dell’Imu su di una casa “tipo”

Nel trattare questo argomento, si consiglia assolutamente gli interessati ad approfondire le varie tematiche presso i siti ufficiali e gli enti competenti, non assumendoci alcuna responsabilità.
Al momento in cui scriviamo, ancora non si sa se e quali modifiche verranno apportate alla norma “stangata casa” e ancora i Comuni sono in alto mare per la determinazione delle aliquote cui assoggettare la “prima casa” e le altre abitazioni.
Tropea non fa eccezione e, al di là delle aliquote, ci piacerebbe conoscere “quante” abitazioni insistono sul nostro piccolo territorio: non solo quelle effettivamente e “validamente” accatastate, ma anche cosa si è fatto e quali azioni da intraprendere per far uscire dall’ombra tutta una serie di abitazioni che “non esistono”.
Ma l’imposta di cui si disquisisce è ancora avvolta dalla nebbia normativa: due rate, tre rate, conguaglio, quanto ai Comuni e quanto allo Stato, e così via.
Chi dice che si paga meno rispetto alla precedente ICI, chi non ha ancora chiaro il meccanismo di ricalcolo: cerchiamo di dare qualche punto fermo, magari con qualche esempio e tabella.
Parlando di abitazioni, si parte dalla rendita catastale base: quella, per intenderci, riportata sul certificato del catasto o sull’atto di acquisto. Questa rendita va rivalutata del 5% (moltiplicare la rendita per 1,05) e il risultato va ulteriormente moltiplicato, per i casi più comuni (abitazioni civili – categorie da A1 ad A9), per 160, per cui, data una rendita catastale di 500, si ha:
500 x 1,05 x 160 = 84.000
Quindi, 840.000 è l’importo su cui calcolare l’imposta con le aliquote che saranno fissate dai Comuni: ma, intanto, a livello nazionale tali aliquote sono già state fissate in 4×1000 per l’abitazione principale e 7,6×1000 per le altre abitazioni.
Risultato: l’abitazione principale (nell’esempio di cui sopra) sconta un’imposta lorda di € 336,00, mentre per l’abitazione secondaria bisogna pagare € 638,40; questo, naturalmente, se i Comuni non varieranno l’aliquota base fissata dal Governo: e già sappiamo che a Roma, ad esempio, le aliquote sono state variate, rispettivamente per la prima e la seconda casa, in 5×1000 e 10,6×1000.
A questo punto, per la sola abitazione principale entrano in gioco le detrazioni, fissate in € 200 + € 50 per ogni figlio a carico con età inferiore a 26 anni……… (come se i figli “a carico” con età superiore ai 26 anni non incidono sul bilancio familiare).
La detrazione di 50 euro vale solo fino a 4 figli, quindi fino a un massimo di altri 200 euro!!!
Facciamo, adesso un raffronto tra la precedente ICI (all’epoca in cui si pagava anche per la “prima casa”) e la modernissima (sic!) IMU.
Abbiamo ipotizzato, per l’abitazione principale, la stessa aliquota del 4×1000, mentre, per le “seconde case”, considerato che l’ICI (Comune di Tropea) aveva fissato l’aliquota al 7×1000, abbiamo messo questo dato al confronto con il 7,6×1000 tanto per “localizzare” il confronto.

 

ABITAZIONE PRINCIPALE
ICI IMU
RENDITA CATASTALE 500,00  500,00
RIVALUTAZ. 5% 25,00 25,00
TOTALE 525,00  525,00 
RIVALUTAZIONE ICI 100 – IMU 160 52.500,00 84.000,00
TOTALE IMPONIBILE 52.500,00            84.000,00 
IMPOSTA LORDA (ipotesi ICI e IMU 4×1000) 210,00 336,00
DETRAZIONE FISSA 129,00 200,00
NETTO DA PAGARE ANNUO 81,00  136,00 
oltre eventuali detrazioni per figli < 26 anni
 ALTRE ABITAZIONI
 ICI IMU
RENDITA CATASTALE 500,00 500,00
RIVALUTAZ. 5% 25,00 25,00
TOTALE 525,00  525,00 
RIVALUTAZIONE ICI 100 – IMU 160 52.500,00 84.000,00
TOTALE IMPONIBILE 52.500,00  84.000,00 
IMPOSTA LORDA (ipotesi ICI 7×1000 – IMU 7,6×1000)  367,50 638,40
DETRAZIONE FISSA
NETTO DA PAGARE ANNUO 367,50  638,40 

 

A quanto ci è dato conoscere, l’IMU per la “prima casa e relative pertinenze” si può pagare in tre rate (18 giugno, 17 settembre e 17 dicembre): per le prime due scadenze si applica, temporaneamente, l’aliquota “nazionale” (4×1000) e, con l’ultima, si conguaglia il tutto adeguandolo all’aliquota fissata dai vari Comuni.
Per le “altre abitazioni” le scadenze sono il 18 giugno e il 17 dicembre: anche qui l’acconto va calcolato con l’aliquota nazionale (7,6×1000) e a dicembre si calcolerà il tutto sulla base di quanto determinato dal Comune, detraendo quanto versato in acconto.
L’imposta sulla prima casa va versata con il codice tributo 3912 e va tutta al Comune; quella sulle altre abitazioni va per il 50% al Comune (codice tributo 3918) e per l’altro 50% allo Stato (codice tributo 3919).
Cercheremo di tenervi aggiornati sul sito web.

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