Un inno alla cultura della terra natìa

Pasquale Vallone

Il medico- scrittore presenta i suoi due affascinanti volumi

Pasquale Vallone, medico di Brattirò, studioso, socio fondatore dell’Accademia degli Affaticati ( promotrice del famoso “Premio letterario Tropea”) è anche uno scrittore, uno scrittore animato da un unica passione, un unico amore, la nostra terra. Un passione che descrive nel migliore dei modi nei suoi due libri, “ I Santi Medici Cosma e Damiano a Brattirò” e “ Il recupero della Memoria, gli usi, i costumi e la lingua del territorio brattiroese”, presentanti sabato pomeriggio, nella sede dell’Associazione culturale “Enotria” di Brattirò. Presenti all’iniziativa anche, Pasqualino Pandullo, noto giornalista del Tg3 in qualità di moderatore, il sindaco di Drapia, il Dottor Aurelio Rombolà, Don Giuseppe Furchì parroco del paese e Francesca Rombolà, giovane scrittrice e poetessa. Una presentazione che, grazie al pathos suscitato dalle parole del Dottor Vallone e al numeroso pubblico accorso, ha preso subito la forma di una conferenza, di un dibattito. “Il libro “I Santi Medici Cosma e Damiano a Brattirò” – hanno spiegato l’autore e Don Giuseppe Furchì, relatore dello stesso – mette in evidenza tre profili ben distinti, la Storia, la Tradizione e il Culto dei Santi Medici a Brattirò. Un libro che fa un dettagliato excursus storico, partendo dalla loro nascita in Cilicia, una terra pagana, fino al loro martirio. Particolare attenzione viene data alla diffusione del loro culto in Italia, soprattutto a Roma e poi a Brattirò avvenuta grazie all’arrivo dal Medio Oriente, dei monaci Basiliani che per sottrarsi alla persecuzione araba, cercarono rifugio nei nostri territori”. I Santi Medici Cosma e Damiano rappresentano infatti un punto di incontro e di unione importante fra la Chiesa Cattolica Romana d’Occidente e la Chiesa Ortodossa d’Oriente. “ Ho scritto questo libro – ha spiegato l’autore – per analizzare e capire come mai c’è questo attaccamento e questa devozione così forte nel nostro paese per i due Santi Medici, un attaccamento sentito anche dai paesi vicini, che a volte può sembrare finto, morboso, di facciata, ma che invece ha radici forti e una fede vera, profonda”. Nel testo viene dato spazio anche alla descrizione delle feste religiose, dei luoghi di culto dei due martiri in Italia e in Europa, sono riportati canti e litanie antiche e moderne. “ Il recupero della memoria, gli usi, i costumi e la lingua del territorio brattiroese” è invece un libro pieno di modi di dire, proverbi, foto, un libro che sottolinea l’importanza della tradizione linguistica grazie anche all’abilità dell’autore di creare un vero e proprio dizionario brattiroese-italiano, presente nel libro, con più di 8000 voci. “ Un testo che analizza la lingua, – ha spiegato Francesca Rombolà – il nostro dialetto che, rappresenta le nostre radici, il nostro cuore. Con questo libro si vuole portare avanti la nostra tradizione culturale, far conoscere alle generazioni future i nostri usi, i costumi, i personaggi tipici del nostro paese, il nostro territorio”. La presentazione si è conclusa con la recita di detti e proverbi brattiroesi. Due libri apparentemente molto diversi tra loro, ma che invece sono uniti da un unico.

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