Passione Tropea fa un bilancio

La minoranza boccia l’amministrazione Vallone.

Repice critico su Imu, tasse, porto, cantieri fermi e progetti abbandonati.

Il capogruppo di "Passione Tropea" Adolfo Repice - foto Libertino
Il capogruppo di “Passione Tropea” Adolfo Repice – foto Libertino
A quasi un anno dall’insediamento dell’amministrazione Vallone, il gruppo consiliare di minoranza Passione Tropea ha indetto una conferenza stampa per fare «bilancio – ha spiegato Adolfo Repice – di quello che non è stato fatto e di quel che di buono avevamo fatto noi ed è stato cancellato». In merito all’intervento del presidente del Consiglio comunale Pugliese, Repice ha detto che «non merita alcuna risposta, perché ha dimostrato di essere fazioso, tant’è che per la prima volta nella storia del Comune la maggioranza non ha aderito a una richiesta di convocazione del Consiglio ed è dovuto intervenire il Prefetto».
Repice ha affrontato poi vari argomenti che a suo dire meritano più attenzione, partendo innanzitutto dall’Imu. «In Consiglio – ha affermato Repice – Passione Tropea aveva proposto la riduzione allo 0,2% sulla prima casa e l’abbattimento dell’imponibile del 50% per le case e le attività produttive del centro storico per invogliare la gente a investire in quella zona, uno dei più belli della Calabria. La maggioranza non solo non ha aderito alla richiesta, ma ha portato l’aliquota all’1,06%, il massimo consentito, aumentando di 3 punti l’aliquota base: è come se vivessero in un altro pianeta e non conoscano la realtà di Tropea». Repice è preoccupato per la stagione turistica e crede che se questa «dovesse andare male per motivi legati alla crisi, la gente farà fatica ad arrivare a fine mese, ma come se non bastasse l’amministrazione, con delibera di Giunta urgente, ha aumentato l’addizionale Irpef comunale di un altro punto, portandola da 0,7% a 0,8%».
La minoranza ricorda invece che si poteva fare a meno di spremere i cittadini, facendo fronte alle spese sfruttando le risorse dal porto. «A tal proposito – ha proseguito Repice – a distanza di tanto tempo dalla sentenza del Tar non hanno bandito la gara europea per la gestione del porto ma stanno tentando di riconsegnare la struttura per altri 50 anni alla vecchia società, mentre noi più volte abbiamo chiesto notizie di queste trattative, portate avanti segretamente senza informare il Consiglio». La minoranza propone poi la revisione di «spese inutili che il Comune può benissimo evitare, tipo le indennità di funzioni, che potrebbero essere accorpate», e il recupero dei «16 milioni 581 mila euro di residui attivi, più circa 4 di competenza, per un totale di 20 milioni circa».
Repice, dopo aver definito il sindaco Vallone «il sindaco del male, perché gode quando può fare male a qualcuno», ha affermato che il primo cittadino «si è concentrato a revocare autorizzazioni a loro tempo rilasciate in modo legittimo, non adottando lo stesso criterio per tutti e creando cittadini di serie A e di serie B, però nessuno si ribella, tutti stanno zitti per il clima di tensione che si è creato».
Cambiando argomento, Repice sostiene che «sui lavori pubblici è tutto fermo e non c’è un solo lavoro che è stato portato avanti: dagli ascensori al consolidamento della rupe, dai lavori del Santuario dell’Isola, che dovevano essere inaugurati a settembre in base ad accordi con l’abbazia, alla distribuzione del gas nel centro storico. E poi che fine ha fatto quel contributo di 600mila euro dalla Regione per la difesa delle spiagge e della costa? E le scuole, nessuno ne parla più? Tutto è fermo e l’elenco potrebbe continuare».
Relativamente al parcheggio di località Contura, per il quale aveva presentato un progetto di project financing quand’era sindaco, Repice difende il proprio operato: «Noi chiederemo nel prossimo Consiglio – ha chiosato Repice – che tutta la documentazione relativa al parcheggio di Contura venga inviata all’autorità di vigilanza dei Lavori pubblici perché si verifichi la correttezza dell’operato della vecchia amministrazione. C’era la possibilità di avere un parcheggio interrato a quattro piani ricoperto da un polmone di verde pubblico che a Tropea non c’è». Per Repice tutto quello che la sua squadra aveva portato avanti «ha anticipato tutte le proposte che il governo Monti sta facendo: project financing, alienazione dei beni immobili, dismissione delle quote societarie». La maggioranza avrebbe soltanto «sfruttato, perché faceva comodo, il progetto di 400mila euro per il cimitero, ma oggi si preoccupa solo di fare le sagre, tipo la Fiera del mare, che delle 35mila persone previste forse ne sono arrivate 35».
L’ultimo punto toccato dalla minoranza è «il problema della raccolta differenziata, che era il fiore all’occhiello della nostra amministrazione ed oggi è crollata, e della depurazione: quando eravamo noi a gestire, tutte le analisi erano a posto e non avevamo competenza per entrare a verificare lo stato dei depuratori perché erano gestiti da società nominate dall’Ato, poi quando è stato fatto il passaggio di competenza, ci siamo attivati ad ottenere l’autorizzazione provvisoria per lo scarico delle acque reflue a mare, visto che le analisi erano a posto, ma l’autorizzazione con l’amministrazione Vallone è stata revocata per omissioni nei confronti delle richieste fatte dal responsabile di settore della Provincia di Vibo Valentia, al quale non ha fornito i dati richiesti. Come se non bastasse, l’acqua che arriva nelle abitazioni è sporca e in alcune zone manca».

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Francesco Barritta
Francesco Barritta

Docente di lettere nella scuola secondaria, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all’albo professionale dell’Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.