Pietre e diamanti

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

257a-pietrePietre e diamanti.

Tra le tante piccole e belle storie che circolano sul web, quella di oggi mi sembra abbastanza eloquente: rivela bene la radice dell’insoddisfazione esistenziale di tante persone alla ricerca di una felicità che credono di trovare nelle cose o nel denaro, trascurando di valorizzare nel senso pieno quello che già si possiede e si sta vivendo. – Un biglietto trovato ultimamente in chiesa diceva: “Se pace è annunciata agli uomini di buona volontà, perché io sono così pieno di guai?”. Senza scendere nel caso specifico, la storia di oggi invita ad aprire gli occhi e il cuore sulla propria vita, che è tutta da vivere e amare.

Tempo fa, un uomo camminava sulla spiaggia in una notte di luna piena.
♦ Pensava che se avesse avuto una macchina nuova, sarebbe stato felice. Se avesse avuto una grande casa, sarebbe stato felice. Se avesse avuto un lavoro eccellente,
sarebbe stato felice. Se avesse avuto una donna perfetta, sarebbe stato felice.
♦ In quel momento inciampò in una borsa piena di pietre.
Cominciò a giocare con esse, gettandole nel mare, una per ogni volta che aveva pensato: “Se avessi… Sarei felice”, finché rimase solo con una pietra nella borsa
e decise di tenerla.
♦Quando arrivò a casa notò che era un diamante e ripensò a quanti ne aveva gettati per gioco nel mare, senza accorgersi che erano pietre preziose.

Così fa la gente:

  • Sogna quello che non ha e non dà valore a ciò che ha.
    Se osservasse meglio, noterebbe quanto è fortunata…
    La felicità è molto più vicina di quello che si pensa. Ogni giorno potrebbe essere un diamante prezioso ed insostituibile e ognuno di noi può decidere
    se apprezzarlo o gettarlo in mare.

La morte non è la più grande perdita della vita.
La più grande perdita della vita è morire dentro mentre viviamo.

Dal Vangelo di Matteo (6,25-34) le parole di Gesù:
Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita?
E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.
Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?
Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.
Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini.
A ciascun giorno basta la sua pena.

L'esperienza ci fa vedere che l'insoddisfazione esistenziale di tante persone alla ricerca di una felicità che credono di trovare nelle cose o nel denaro, trascurando di valorizzare nel senso pieno quello che già si possiede e si sta vivendo
L’esperienza ci fa vedere l’insoddisfazione esistenziale di tante persone alla ricerca di una felicità che credono di trovare nelle cose o nel denaro, trascurando di valorizzare nel senso pieno quello che già possiedono e stanno vivendo.
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