Procreare è gesto di amore

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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Procreare è gesto di amore.

La famiglia è una moda che non passa –  Dopo la polemica di Elton John contro Dolce e Gabbana, due ragazzi nati da fecondazione artificiale si schierano a difesa dei due stilisti: “Una delle più grandi tragedie conseguenti alla fecondazione assistita è il non appartenere ad una famiglia, ad una cultura”. È come se si diventasse un essere umano “modellabile”.

Dopo l’aspro attacco del cantante Elton John, padre di due figli ottenuti da madre surrogata, e le parole favorevoli ai due stilisti da parte di noti artisti omosessuali come Cristiano Malgioglio, anche dall’America arrivano voci in loro difesa.
Si tratta di Alana Newman e Hattie Hart, due ragazzi nati attraverso la fecondazione assistita, i quali hanno espresso il loro pensiero dinnanzi all’arduo concetto pronunciato dallo stilista Dolce che ha definito tali bambini come “sintetici”.
Nonostante la presa di posizione contraria a tale espressione, Newman e Hart, in un’intervista rilasciata per la rivista Federalist, hanno voluto precisare quanto, dietro tale parola, si celi tuttavia una parte di verità.
La questione non risiederebbe tanto nel concetto di umanità, riferito a uomini che vantano la medesima capacità d’intendere e di vivere, indipendentemente dalla modalità di concepimento, quanto la valutazione degli esseri umani.
In un’altra intervista rilasciata a CP Politics, Alana Newman si è soffermata a riflettere sull’esistenza di una disuguaglianza fra i bambini concepiti con metodo naturale e quelli nati attraverso l’innovazione scientifica.
Non mettendo in dubbio la liceità sulla sua nascita, Alana ha dichiarato poi al giornale ReligionenLibertad di aver compreso che l’unica ragione della sua esistenza sia quella “di portare piacere ad altre persone come mia madre. “Ero una sorta di strumento”, ha raccontato, sottolineando anche quanto la lontananza del bambino dal padre e dalla madre debba essere considerato un errore etico.
Il concetto che fa più riflettere è stato pronunciato da Hattie Hart, quando, intervistato dalla medesima rivista, ha affermato che “una delle più grandi tragedie conseguenti alla fecondazione assistita è il non appartenere ad una famiglia, ad una cultura”. È come se si diventasse un essere umano “modellabile”.
Sempre per ReligionenLibertad, Domenico Dolce ha precisato che “si nasce dove c’è un padre e una madre”, perché “procreare è un gesto d’amore”. Il messaggio dei due stilisti e la saldezza sui principi sulla famiglia è oltretutto divenuto fonte d’ispirazione per le loro numerose sfilate internazionali e gli spot pubblicitari.
(fonte: Zenit.org, 18 aprile 2015)

Non si nasce solo per recare piacere ad una persona, come se si trattasse di un bambolotto; si nasce per un atto generoso di amore, incondizionato. Una delle più grandi tragedie conseguenti alla fecondazione assistita è il non appartenere ad una famiglia, ad una cultura, ad una storia. E questo si ripercuoterà nella vita.
Non si nasce solo per recare piacere ad una persona, come se si trattasse di un bambolotto; si nasce per un atto generoso di amore, incondizionato. Una delle più grandi tragedie conseguenti alla fecondazione assistita è il non appartenere ad una famiglia, ad una cultura, ad una storia. E questo si ripercuoterà nella vita.

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