Profeti scomodi

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Profeti scomodi.

Dagli abitanti di Nazaret, sua patria, Gesù non viene riconosciuto nella sua identità più profonda. Essi perciò si stupiscono della sua sapienza e della capacità di compiere miracoli. A loro mancavano l’umiltà di un ascolto sincero della sua parola e una vera fede in lui. E così la situazione di Gesù è quella del profeta «nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». Lo stupore suscitato dalla sapienza che traspare nel suo insegnamento e i prodigi compiuti dalle sue mani sono solo «motivo di scandalo». E questa incredulità è tale da meravigliare lo stesso Gesù che esclama: “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria”. – Nella società ed anche nella stessa Chiesa, lungo il corso degli anni, si sono avvicendati tanti falsi profeti falsi, subito scoparsi anche dalla memoria degli uomini e tanti veri profeti pieni dello Spirito di Dio, che ha dovuto soffrire il rifiuto, l’incredulità ed anche la persecuzione per poi essere riconosciuti ed accolti.

Dal Vangelo di questa domenica (Mc 6,1-6)
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Lo scandalo di vedere Dio come uno di noi
♦ Gesù andò nella sua patria, a Nazaret, ma non è creduto e, annota il Vangelo, «non vi poté operare nessun prodigio»; ma subito si corregge: «solo impose le mani a pochi malati e li guarì».
Gesù rifiutato non si arrende, si fa ancora guarigione, anche di pochi, anche di uno solo. L’amante respinto non si deprime, continua ad amare, anche pochi, anche uno solo. L’amore non è stanco: è solo stupito («e si meravigliava della loro incredulità»). Così è il nostro Dio: non nutre mai rancori, lui profuma di vita.

♦ Dapprima la gente rimaneva ad ascoltare Gesù stupita. Come mai lo stupore si muta così rapidamente in scandalo? Probabilmente perché l’insegnamento di Gesù è totalmente nuovo. Gesù è l’inedito di Dio, l’inedito dell’uomo; è venuto a portare un «insegnamento nuovo» (Mc 1,27), a mettere la persona prima della legge, a capovolgere la logica del sacrificio, sacrificando se stesso.
♦ E chi è omologato alla vecchia religione non si riconosce nel profeta perché non si riconosce in quel Dio che viene annunciato, un Dio che fa grazia ad ogni figlio, sparge misericordia senza condizioni, fa nuove tutte le cose.
La gente di casa, del villaggio, della patria fanno proprio come noi, che amiamo andare in cerca di conferme a ciò che già pensiamo, ci nutriamo di ripetizioni e ridondanze, incapaci di pensare in altra luce. Perciò scandalizza l’umanità di Dio, la sua prossimità.
Eppure è proprio questa la buona notizia del Vangelo: che Dio si incarna, entra dentro l’ordinarietà di ogni vita, abbraccia l’imperfezione del mondo, che per noi non è sempre comprensibile, ma per Dio sempre abbracciabile.
♥ Nessun profeta è bene accolto nella sua casa. Perché non è facile accettare che un falegname qualunque, un operaio senza studi e senza cultura, pretenda di parlare da profeta, con una profezia laica, quotidiana, che si muove per botteghe e villaggi, fuori dal magistero ufficiale, che circola attraverso canali nuovi e impropri. (Ermes Ronchi in Avvenire.it).
♥ Lo Spirito del Signore ancora oggi, come vento carico di pollini di primavera, soffia dove vuole; riempie le vecchie forme e passa oltre, suscitando nuovi profeti secondo il cuore di Dio. Ma non tutti sanno riconoscerli. Anzi spesso sono di scandalo al perbenismo della nostra società.

La situazione di Gesù è stata anche quella del “profeta non riconosciuto” nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua e nonostante i prodigi compiuti dalle sue mani appariva solo come motivo di scandalo. Tale incredulità fa meravigliare lo stesso Gesù che esclama: “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria”. – Ma è lo stesso per tanti profeti pieni dello Spirito di Dio, che ha dovuto soffrire il rifiuto, l’incredulità ed anche la persecuzione dei loro concittadini, confratelli, correligionari per poi essere riconosciuti ed accolti.

Condividi l'articolo