Quale futuro per palazzo Giffone?

Fiumi di parole, di promesse, di inganni, di soldi spesi per recuperarlo: tutto ciò torna alla mente ad ogni tropeano se si parla di Palazzo Giffone. È questo un maestoso edificio di proprietà demaniale che si erge in largo Gesuiti, prospiciente a palazzo Sant’Anna, attuale sede del Municipio, e che sul versante est si affaccia sulla balconata terminale di largo Galluppi, di fronte alla sede del Liceo Scientifico “Vianeo” ed alla scalinata che scende giù per la rocca di Tropea sino ai piedi dello scoglio di San Leonardo. Proprio su questo lato della struttura, che offre uno degli scorci panoramici del Golfo di Sant’Eufemia più pittoreschi, e di fronte al quale centinaia di giovani si ritrovano ogni mattina all’ingresso della scuola, nel periodo pasquale si è verificato un crollo che ha interessato alcuni elementi architettonici settecenteschi che incorniciano i balconi dell’edificio. Da allora, grazie al pronto intervento dei Vigili del Fuoco di Vibo Valentia, l’area è stata delimitata da un recinto di reti per impedire che ulteriori crolli possano arrecare danni a cose o persone. Il dottor Antonio Euticchio, primo cittadino della cittadina tirrenica, si era già espresso tempo addietro sulla vicenda, affermando che il Comune di Tropea aveva inoltrato richiesta di fitto agevolato dello storico palazzo al Demanio, effettivo titolare della proprietà dell’immobile, in virtù della Finanziaria 2006. L’intenzione manifestata dall’attuale amministrazione è quella di utilizzare palazzo Giffone per scopi turistici e culturali. A tal fine, sarebbero attualmente allo studio effettive possibilità di reperire risorse adeguate sia attingendo da finanziamenti o sponsorizzazioni private, sia ai fondi previsti dal Por 2007-2013. Il sindaco, che dichiarò in quella circostanza di doversi recare a Roma per incontrare i dirigenti del Ministero dei Beni culturali, aveva contemporaneamente dato l’annunciato di voler organizzazione una riunione proprio con i rappresentanti di Soprintendenza e Demanio.
La speranza è l’ultima a morire, considerata l’urgenza di porre fine a questo vergognoso esempio di incapacità delle pubbliche amministrazioni, ma la volontà di giungere ad una soluzione in tempi brevi accompagna i problemi di Palazzo Giffone da quasi un ventennio e nessuno è sinora riuscito a venire a capo della spinosa questione. La facilità con cui le impalcature sono sorte e poi scomparse intorno a questo edificio ha in effetti abituato i cittadini a guardare ogni ulteriore iniziativa con sospetto e diffidenza. Di certo è assai grave che uno dei palazzi più importanti di Tropea, che a sua volta è uno tra i centri storici più belli e caratteristici dell’intero Meridione d’Italia, debba rappresentare, per la precarietà dello stato in cui si trova, un serio pericolo per l’incolumità dei molti turisti che frequentano la zona. Ad ogni modo, pare che la richiesta del Comune di Tropea di ottenere dal Demanio un fitto agevolato per i prossimi cinquant’anni abbia buone probabilità di essere accolta. Dovrebbe mancare, infatti, solo la firma del contratto per formalizzare l’accordo. Qualora ciò dovesse finalmente verificarsi resterebbe comunque l’enorme problema, per i futuri amministratori del bene, di recuperare risorse economiche sufficienti al restauro esterno ed al recupero dei locali interni che, da tempo privi di infissi ed adeguate protezioni, hanno raggiunto condizioni veramente critiche.

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Francesco Barritta
Francesco Barritta

Docente di lettere nella scuola secondaria, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all’albo professionale dell’Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.