Questione “Porto di Tropea”, una storia infinita

Riceviamo e pubblichiamo

“Passione Tropea”:abbiamo il diritto di sapere

Il capogruppo di "Passione Tropea" Adolfo Repice - foto Libertino
Il capogruppo di “Passione Tropea” Adolfo Repice – foto Libertino


S.E. il Prefetto di Vibo Valentia
(sede)

Trasmissione a mezzo fax: 0963/965666
Oggetto: richiesta rinvio C.C. del 12 luglio 2013

S.E.I.,
siamo costretti ancora una volta a portare alla Sua attenzione la grave situazione inerente alla questione “porto”. Come a Sua conoscenza, con la deliberazione di c.c. n. 11 del 08.05.2013 l’amministrazione comunale in carica ha deciso di rilasciare alla società Porto di Tropea S.p.A. la concessione demaniale di durata cinquantennale per la gestione del porto (fermo restando che la concessione di durata cinquantennale non si era finora perfezionata, come evidenziato nelle pronunce del TAR Calabria e del Consiglio di Stato).
Il gruppo Passione Tropea, (che è sempre stato fermamente contrario a tale decisione, tanto per motivi di legittimità che per motivi di merito, e in vari esposti presentati alla Procura della Repubblica ha evidenziato le criticità della scelta dell’amministrazione comunale in carica), in sede consiliare ha contestato specificamente ogni punto della proposta di delibera di c.c. con un documento agli atti e con un successivo esposto, evidenziando, tra l’altro, anche una totale carenza di istruttoria, di documentazione e l’assenza di ogni dato certo anche in merito al denaro indebitamente percepito dalla società Porto di Tropea S.p.A. durante il periodo di gestione comunale (2011), l’assenza di ogni dato riguardante gli introiti durante il periodo in cui l’amministrazione, in assenza dei requisiti di legge (come stigmatizzato dalla Regione Calabria) ha rilasciato una concessione provvisoria alla società Porto nel periodo più redditizio dell’anno, (luglio – settembre 2012), nonché una illegittima compensazione tra un credito certo, liquido ed esigibile del comune e un credito inesistente della società Porto. Tra i vari gravi aspetti della questione (a nostro avviso ostativi al rilascio della concessione demaniale), l’Agenzia del Demanio ha accertato la protratta morosità della società Porto di Tropea S.p.A. per il pagamento degli oneri concessori per la cospicua somma di € 394.312,66 dall’anno 2008 in avanti. A tal riguardo, peraltro, si segnala che il mancato pagamento dei canoni ai sensi dell’art. 47 C.N. importa revoca-decadenza della concessione demaniale e dunque, la gravità dell’inadempimento (posto in essere da una società di cui il Comune è socio) avrebbe dovuto indurre l’amministrazione comunale a non proseguire l’iter di rilascio della concessione.
L’amministrazione comunale, tuttavia, ha ritenuto di proseguire il cammino intrapreso, sorda ad ogni argomento della minoranza. Dal canto suo, la società Porto, a condizione del rilascio della concessione (si noti la gravità estrema della cosa) si è resa disponibile a sanare la morosità. Pare che effettivamente ciò sia avvenuto nel giugno scorso.
Orbene, stante la gravità estrema dell’accaduto, è necessario vagliare attentamente quali siano le motivazioni che ne sono alla base; è necessario sapere in che condizioni versi la società e con quali soldi essa abbia pagato il dovuto. Il gruppo Passione Tropea si è attivato per esercitare il dovuto controllo e in data 25 giugno scorso ha chiesto alla società Porto di Tropea S.p.A., anche tramite il sindaco di Tropea, di poter prendere visione di alcuni documenti sociali (bilanci, verbali di assemblee ordinarie e straordinarie, estratti di c/c). Infatti, considerato che il comune di Tropea è socio della società predetta, per l’espletamento del proprio ruolo di indirizzo e controllo i consiglieri comunali hanno il diritto e al tempo stesso il dovere di prendere visione dei documenti sopra indicati (ex art. 43 TUEL), anche in ragione dell’importanza estrema della questione. Peraltro, trattasi di documenti che non riguardano scelte aziendali strategiche e che sono soggetti all’obbligo della pubblicità. Sorprendentemente, nonostante un ulteriore sollecito a mezzo telegramma (proprio a significare l’urgenza della richiesta di prendere visione degli atti), né la società, né il sindaco, hanno riscontrato la nostra richiesta di poter visionare gli atti indicati. Nonostante ciò, è stato convocato un consiglio comunale per l’approvazione della convenzione. A tal proposito rileviamo e stigmatizziamo che l’amministrazione comunale in carica per lungo tempo non ha preso decisioni riguardanti il porto (nonostante i solleciti da parte della minoranza) e ora in tutta fretta, senza istruttoria e senza consentire ai consiglieri di minoranza di venire informati su dati essenziali, pretende di rilasciare alla società Porto di Tropea S.p.A. una concessione di durata cinquantennale per la gestione del bene pubblico più importante del territorio. Riteniamo estremamente grave quanto accaduto. Per quanto è a nostra conoscenza la società non aveva fondi disponibili per sanare la morosità e aveva anche altri debiti. Inoltre, ad oggi non abbiamo notizie dell’approvazione del bilancio 2012. Trattasi di un dato fondamentale per verificare il reale stato delle cose. Infatti non è ammissibile che si stipuli una convenzione e il Comune proceda al rilascio della concessione demaniale, impegnandosi per cinquanta anni, essendo al contempo socio della società (con ciò che a questo consegue), senza conoscere dati di assoluta rilevanza. A tacer del fatto che l’eventuale impiego di capitali esterni alla società, di cui non si conosce la provenienza, potrebbe costituire un serio allarme per il rischio, meramente eventuale, che attiene ad ambiti di attività economica di interesse particolarmente elevato. La minoranza intende svolgere un ruolo di controllo a fronte di rischi (si ripete meramente eventuali) che debbono essere necessariamente scongiurati. Per l’espletamento del nostro ruolo di indirizzo e controllo abbiamo il diritto di sapere in quali condizioni versa la società, perché è preoccupante che essa per anni non abbia pagato gli oneri concessori per l’importo di € 394.312,66. Abbiamo il diritto di sapere a quanto ammontano gli altri debiti e nei confronti di chi. Abbiamo il diritto di sapere se sono stati pagati gli utili al socio fallito (Sider Iteras) e se sono state liquidate le azioni nei tempi stabiliti e a quale valore. Abbiamo diritto di sapere se esistono perdite degli esercizi precedenti che siano state portate a nuovo e le conseguenze che da ciò derivano. Abbiamo diritto di sapere le precise ragioni dell’accaduto. Abbiamo il diritto di sapere che garanzie di affidamento la società dia. Abbiamo diritto di sapere se i soldi con i quali è stata sanata la morosità derivino da utili societari, da riserve, da prestiti verso banche, da conferimenti soci ( a fondo perduto o meno), ecc. Ciò è di assoluta importanza al fine di comprendere quali saranno le conseguenze, in termini economici e non, per l’ente pubblico e a cosa esso andrà incontro per i prossimi cinquanta anni. Sappiamo, peraltro, che il rappresentante del socio privato di maggioranza, in sede di assemblea di approvazione del bilancio del 2010, si era molto lamentato della gestione societaria, sorprendendosi del calo di fatturato del 2010 rispetto al precedente. Sono dati, questi, che non possono passare inosservati, in ragione delle conseguenze alle quali il comune va incontro.
In ragione dei motivi esposti, considerato che le nostre richieste sono rimaste inevase, considerato che ciò è inammissibile in ragione della estrema importanza della questione trattata, chiediamo a S.E.I. di intervenire affinché il Consiglio Comunale fissato per il giorno 12 p.v. venga rinviato fino a quando gli scriventi consiglieri non saranno messi nelle condizioni di visionare i documenti richiesti, in particolare il bilancio del 2012 della società Porto di Tropea S.p.A., e di sapere con quali soldi essa ha sanato la morosità derivante dall’omesso pagamento dei canoni demaniali e a quanto ammontino gli altri debiti.

Adolfo Repice
Capogruppo Passione Tropea

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