Referendum Ricadi–Capo Vaticano, vince il no

Si sono recati alle urne 2104 ricadesi, pari al 44,4% degli aventi diritto al voto

85 i voti di differenza a favore del no alla proposta presentata dal consigliere regionale Mirabello, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale

Ha vinto il no. Oggi, nella giornata referendaria, gli iscritti al voto erano 4731, i votanti 2104, pari al 44,4%, il popolo ha deciso: il comune di Ricadi e il territorio di Capo Vaticano non saranno una cosa sola. Secondo quanto aveva già detto il promotore del referendum, Mirabello, in una precedente intervista rilasciata a Tropeaedintorni.it, c’era la necessità di fare il passaggio formale, che guardava a un’idea di inclusione e di unità dell’intero territorio, in quanto il comune di Ricadi risulta essere molto frazionato: abbiamo Barbalaconi, Brivadi, Capo Vaticano, Ciaramiti, Lampazzona, Orsigliadi, San Nicolò, Santa Domenica e Santa Maria.
L’idea di unire tutto sotto il brand che è un gioiello conosciuto a livello internazionale nel nome Ricadi-Capo Vaticano, territorio che comprende ben nove frazioni, non è stata accolta dai cittadini che sono andati alle urne. La questione non era solo nominalistica, come aveva spiegato il promotore, in quanto avrebbe avuto anche effetti dal punto di vista economico. Dunque, così non è stato: i ricadesi hanno deciso democraticamente di non modificare la denominazione dell’intero territorio in Ricadi–Capo Vaticano.

 

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Francesco Marmorato
Francesco Marmorato
Docente di lettere nella scuola secondaria, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all'albo professionale dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.