Ricorso elettorale

L’udienza è stata rinviata al 3 Dicembre

Presentate da entrambe le parti ulteriori deduzioni

Gaetano Vallone, Adolfo Repice - foto Libertino
Gaetano Vallone, Adolfo Repice - foto Libertino

L’udienza del Tar è slittata al 3 Dicembre. Non c’è stato il tanto atteso ultimo atto del ricorso elettorale presentato il 27 Aprile dalla lista Uniti per la Rinascita – Vallone Sindaco, patrocinata dall’avvocato Giovanni Spataro, La compagine Passione Tropea, uscita vincitrice alle elezioni comunali di Marzo, è difesa invece dai due legali Oreste Morcavallo e Alfredo Gualtieri.
Fumata nera, invece, perché i giudici della seconda sezione del Tribunale Amministrativo hanno deciso di rinviare l’udienza al 3 Dicembre p.v. Il motivo di questo slittamento è da rintracciare nella presentazione di motivi aggiunti da entrambe le parti in causa nei giorni immediatamente precedenti l’udienza e quindi la tardiva notifica degli atti presentati. Tali documenti contenevano le deduzioni dei rispettivi avvocati riguardo allo spoglio avvenuto in due tempi, i giorni 8 e 20 Settembre alla Prefettura di Vibo Valentia. L’operazione di verifica delle schede elettorali era stata disposta dall’ordinanza collegiale dei giudici Vincenzo Fiorentino, giudici Vincenzo Lopilato e Antonio Andolfi la cui intenzione era quella di giungere ad un’integrazione probatoria, verificando la rispondenza dei fatti alle deduzioni delle parti in causa. Le due fasi di verifica sono state caratterizzate da rumorose polemiche. In particolare, nella prima fase gli esponenti della lista ricorrente di minoranza hanno evidenziato oltre alla presenza di tre schede «ingiustamente annullate alla lista Vallone», altre 4 schede che sempre secondo i ricorrenti andavano assegnate ad Uniti per la Rinascita, irregolarmente annullate ma per le quali non vi è stata alcuna conseguenza in quanto non erano citate nel ricorso. Sulla base dei risultati, quindi, i ricorrenti hanno interpretato la prima fase di verifica come un ribaltamento del risultato uscito dalle urne, mentre gli amministratori in carica hanno liquidato il tutto come «strumentali chiacchiere da bar» in quanto «com’è noto o come dovrebbe essere, la Prefettura non è deputata ad assegnare voti». Durante e al termine della seconda fase invece la situazione si è rivelata più chiara: Sono in totale cinque le schede che decideranno la partita rinviata ormai al 3 Dicembre: tre riguardano “Uniti per la Rinascita” (voti annullati) e due “Passione Tropea” (preferenze che secondo la maggioranza sono state attribuite erroneamente ala lista avversaria). Le reazioni di entrambi gli schieramenti alla decisione presa ieri dai giudici del Tar si sono rivelate composte. Secondo gli esponenti del gruppo di minoranza«è stata una decisione necessaria vista la presentazione da entrambe le parti dei motivi aggiunti. Siamo sereni e confidiamo nella giustizia amministrativa anche se il rinvio non ci fa piacere perché al timone della cittadina c’è ancora una amministrazione sulla cui legittimità persistono i dubbi». A giudizio del Sindaco Adolfo Repice, invece, «è stato un rinvio obbligato vista la tardiva notificazione dei motivi aggiunti da parte dei ricorrenti. I nostri avvocati avranno ora il tempo di analizzare tali deduzioni. Rimaniamo comunque sulle nostre posizioni e continueremo a lavorare, evitando le polemiche e facendo parlare i fatti»

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