Riflettori accesi sulla questione-porto

“La decisione è passata per maggioranza”

“La Torre otterrà una liquidazione pari a 400mila euro lorde”

Veduta aerea del porto di tropea - foto Libertino
Veduta aerea del porto di tropea - foto Libertino

Ancora una volta riflettori accesi sulla questione-porto al centro ormai da diversi anni di una querelle che vede contrapposti l’interesse  della società  che lo gestisce da quello del Comune che ha una partecipazione agli utili solo del 20%. La modifica di questo rapporto a vantaggio del Comune ha rappresentato uno dei cavalli di battaglia del programma di Adolfo Repice, oggi sindaco della città,  che  torna sull’argomento “porto” per spiegare  quanto avvenuto durante la riunione con laSPA   della settimana scorsa. In premessa dichiara: “Farò di tutto affinché la città si riappropri del porto che è un suo proprio bene ma che, negli anni, è stato gestito a solo beneficio di privati”. 
Quindi riferisce delle discussioni oggetto dell’incontro  tra cui la votazione per approvare la liquidazione del presidente Antonio  La Torre. “Ho espresso il mio voto in rappresentanza del Comune contro la cifra stabilita, comunque la decisione è passata per maggioranza”.
E precisa che  “La Torre otterrà una liquidazione pari a 400mila euro lorde. Di queste, 200mila per fine mandato e altre 200 come bonus per gli ottimi risultati che il porto ha raggiunto in questi anni”.
Nell’evidenziare l’assenza di alcun intento polemico nel riferire l’accaduto spiega che il suo intento è solo quello “di informare la cittadinanza di Tropea in merito a chi, in realtà, ha guadagnato dalla gestione del Porto”.
Per rendere più chiaro il suo discorso puntualizza inoltre  che“ La Torre percepisce uno stipendio mensile di 9mila euro lorde al mese, che nette risultano 5.400 euro a dispetto della crisi economica nazionale ma, soprattutto, della Calabria”.
Il suo rifiuto a  votare il trattamento di liquidazione è motivato anche dal fatto che non vuole essere tacciato di responsabilità contabile per danno erariale e  comunque dichiara di voler  trasmettere  le relative carte alla Guardia di Finanza, alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica.
Ribadendo  ancora che “non è giusto che i privati guadagnino più del Comune perché il Porto di Tropea è stato realizzato con soldi pubblici ed è corretto che porti beneficio al pubblico e non al privato”,  fa notare che   “approvare una liquidazione del genere  significa impoverire le casse della Società Porto e, quindi, far diminuire gli introiti del Porto e di conseguenza del Comune”.
Infine fa presente di essere intenzionato ad “ andare all’origine dell’affidamento del servizio di gestione del porto per capire quali interessi privati siano stati tutelati a danno dell’interesse della città”.

Condividi l'articolo