Rodolico interviene su “Tributopoli”

Il consigliere provinciale commenta la vicenda che tiene banco in città.

Un richiamo alle responsabilità per i consiglieri comunali di maggioranza e pesanti dichiarazioni sul sindaco Vallone.

Il consigliere provinciale Giuseppe Rodolico

Sul caso “Tributopoli” interviene anche il consigliere provinciale Pino Rodolico, convinto del fatto che «chiunque abbia seguito le agenzie nazionali e letto i giornali che, nelle pagine regionali e locali, davano ampio risalto all’indagine che ha travolto la quasi totalità dei componenti la giunta Vallone, abbia provato un senso di sgomento per esser stato infangato il nome della città di Tropea».

Ma ciò che è peggio, per Rodolico, e trasforma «il sentimento in vergogna, sono state le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Vallone e dal plenipotenziario Lucio Ruffa. Non una frase – proseuge – per chiedere scusa ai cittadini, non un segnale di pentimento, non un gesto di dignità ed amore per la città. Il Sindaco Vallone con la sua incerta esegesi dell’art. 63 TUEL cerca di sfuggire alle sue enormi responsabilità. Possiamo affermare che il Sindaco si è laureato in professore di “legalità a parole”. I fatti dicono che, contro l’intervento della magistratura, avalla la scelta dei suoi consiglieri, anzi li premia con il ruolo di assessore e capogruppo consiliare».

Per Rodolico, insomma, «la triste verità che i fatti ci consegnano – dichiara – è che, come già da tempo denunciato, Vallone è stato esautorato dei suoi poteri. La città è nelle mani di qualche componente dello staff che il Sindaco avrebbe voluto nominare per legittimarne la presenza presso gli Uffici del Comune e del Ruffa. Vallone non può chiedere agli assessori quel passo indietro che toglierebbe la città dall’imbarazzo perché verrebbero meno sia equilibri familiari, sia poiché dovrebbe sacrificare il Ruffa che rappresenta il vero sindaco facente funzioni».

Passando alle dichiarazioni di Ruffa, Rodolico afferma che «se il Ruffa avesse letto il provvedimento giudiziario che lo riguarda avrebbe capito che la condizione di incompatibilità è stata ravvisata dall’Ufficio di Procura» e non dal capogruppo di minoranza Repice.

Se quindi è questa «la maggioranza che amministra Tropea – conclude Rodolico , se il Ruffa è il loro leader incontrastato, felici di essere minoranza».

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