Scalinata della rupe è protesta

Sbalgiati tempi scelti per demolirla

Insorgono gli operatori turistici: i lavori andavano effettuati a fine settembre. Ma la ditta assicura: entro una settimana l’ecomostro sarà abbattuto.

Puntano il dito contro tutti, senza risparmiare nessuno. Dalla maggioranza all’opposizione comunale contro, anche, la stessa Pro loco. Ce n’è per ognuno di loro. Gli imprenditori turistici, della Marina dell’Isola a Tropea, non ci stanno a sopportare i cantieri aperti di fronte la propria struttura ricettiva. “E’ una questione di tempi – spiegano in coro – si poteva iniziare a fine stagione. Del resto, ormai, l’ecomostro era stato costruito. Sembrerà assurdo – continuano perentori – ma era preferibile un muraglione di cemento ai martelli assordanti e all’insostenibile polvere, che danno il benvenuto ai nostri turisti”. A sentirli sfogare, mentre additano le ruspe, è un elenco di ripetute responsabilità, che a catena coinvolge tutti. “I nostri politici – spiegano – sia di sinistra che di destra, hanno gestito il problema quasi fosse una semplice bega politica”. Ce l’hanno con l’amministrazione, che non avrebbe dovuto iniziare i lavori di innalzamento del muro e opporsi, invece, a quanto deciso dalle precedenti maggioranze politiche di palazzo Sant’Anna, a cui spetta la responsabilità della decisione iniziale. A continuare, non si fermano, neanche, contro l’opposizione che, spiegano, è stata capace di sollevare le polemiche, costringendo gli amministratori ad agire subito. Ormai, sembrano voler dire, il danno era stato fatto e, quindi, era meglio stare fermi senza peggiorare, ulteriormente, l’immagine e l’agibilità del lungomare di fronte l’Isola Bella ma, soprattutto, di fronte le loro strutture turistiche. E dal calderone non tolgono neanche la Pro loco. “Venivano qui – raccontano – a scattare fotografie per sensibilizzare l’opinione pubblica o chissà chi. Senza fermarsi a riflettere che l’abbattimento andava fatto a settembre. Quando, con la fine dell’estate, i villeggianti sarebbero partiti e noi avremmo lavato i panni sporchi a casa”. Nel frattempo, però, i lavori non si può, proprio, pensare che vadano a rilento. L’alta colata di cemento, che costituiva la struttura portante dell’ecomostro, ci manca pochissimo per passare a miglior vita. Dalla ditta appaltatrice fanno sapere che, in una settimana, sarà, completamente, ultimato lo scavo e l’abbattimento, e si passerà alla fase di consolidamento dei gradini. Quasi per dire che, come da scaletta prevista e concordata con il Comune, i disagi saranno ridotti al minimo. Il livello dei gradini, infatti, è stato portato a quello originario. Ora si dovrà ricostruire la struttura così com’era. Saranno posati i gradini in granito locale, montata la ringhiera lungo le scale e tutte le pareti di queste verranno rivestite in pietra, per accompagnare fino al centro storico i turisti. Al momento, ovviamente, questi sono solo i programmi. Tra una settimana, invece, l’accesso al mare sarà garantito da una stradina secondaria, costruita, appositamente, per agevolare, comunque, il passaggio libero al fianco dei cantieri. Sarà attrezzata secondo tutti i dettami di sicurezza, per assicurare l’incolumità dei cittadini e dei tanti turisti che l’attraverseranno. Ma gli imprenditori, che continuano a osservare i lavori, imperversano, nuovamente, ad apostrofare il lungomare che, aggiungono, rimane chiuso. Così, parafrasando un vecchio film, raccontano che si rischia di vivere il Grande ingorgo che, in realtà a Tropea, ha già proiettato le prove generali con la visione, il primo maggio scorso, delle file di macchine lungo la via e di fronte le loro strutture turistiche.

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