Scuola media, i genitori si ribellano

Si prospetta un’iniziativa clamorosa

“Bisogna trovare soluzioni condivise”

Caterina Forelli - foto Libertino

Se non si troverà una soluzione veloce e condivisa si profila un inizio di anno scolastico burrascoso per i 250 alunni, le loro famiglie e il personale scolastico della scuola media. L’indicazione di utilizzo dei locali già frequentati dagli alunni dell’Istituto alberghiero, offerti dalla Provincia e considerati adeguati dai due commissari che reggono il Comune, non è condivisa dal Comitato delle famiglie e, poichè comporta lo smembramento della scuola praticamente in tre plessi collocati a distanza (due per le classi e uno per gli uffici), non è condivisa anche dal dirigente scolastico Francesco Laganà che si è già pronunciato su tale eventualità. Durante un’assemblea pubblica il dirigente, che ha la responsabilità della didattica e degli uffici, ha infatti evidenziato il rischio per la vigilanza degli alunni durante il cambio dell’ora di lezione, dato che ci sono insegnanti che insegnano in tutte le nove classi che, con la soluzione sopra prospettata, sarebbero in parte sistemate presso la scuola elementare. Nella stessa occasione, pur dichiarando che è suo dovere dare adempimento alle decisioni prese dai commissari, il dirigente, in sintonia con le famiglie, ha indicato come soluzione ottimale l’utilizzo dei locali dell’ex ospizio S. Rita soprattutto nella prospettiva che ci sarà d’aspettare più di un paio di anni prima che l’edificio della scuola media sia ricostruito. E batte ancora su questo punto il comitato delle famiglie, rappresentato da Caterina Forelli, che chiede ai commissari “una maggiore chiarezza sui motivi che ostacolano la concessione della struttura quale sede temporanea per fronteggiare l’emergenza”. Sul riferimento a “pastoie burocratiche” e al costo eccessivo, circa 300mila euro, per rendere la struttura fruibile agli alunni, la Forelli chiede di sapere quali sono queste difficoltà burocratiche e soprattutto si chiede perché “è stata lasciata cadere nel vuoto l’offerta di 80mila euro prospettata dall’assessore regionale Incarnato che si poteva ottenere sulla base di una delibera di destinazione d’uso, per finalità pubblica”. Ritiene infatti il Comitato che la cifra indicata come necessaria dall’ufficio tecnico di 300mila euro sia eccessiva, considerato che 60mila euro sono stati calcolati solo per la tinteggiatura e 170mila per l’impianto di aereazione di tutto l’edificio e non dei solo locali necessari alla scuola. Da parte loro i commissari hanno dichiarato “di non volere imporre una soluzione con atto d’imperio ma di volere tener conto quanto più possibile delle esigenze rappresentate”. C’è d’aggiungere che sulla base di alcune dichiarazioni rilasciate dall’ex sindaco Antonio Euticchio che si stava occupando della vicenda prima delle sue dimissioni il Comune disporrebbe della cifra necessaria ai lavori richiesti potendo contare su dei crediti nei confronti di Rocca Nettuno e della società che gestisce il Porto e di un’altra somma ottenuta ricorrendo alla Cassa Depositi e Prestiti. Il Comitato intanto preannuncia un’assemblea pubblica per martedì prossimo e un sit in con gli alunni davanti al Comune il primo giorno di scuola.

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