Settimana Santa da vivere con Gesù

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Settimana Santa da vivere con Gesù.

Con la Domenica delle Palme si entra nella Grande Settimana, la Settimana Santa. Una settimana da vivere vicino a Gesù, negli ultimi avvenimenti della sua vita terrena (passione, morte in croce) per entrare nella gloria della Risurrezione. Il “guadagno” spiritale che ne deriverà è incommensurabile; e più fede e amore ci metteremo, e più consolazione riceveremo, perché il Signore risponde all’amore. E come!

Vangelo di questa domenica (Mc 11,1-10)
♦ Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: “Perché fate questo?”, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”».
♦ Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare.
♦ Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi. Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano:
«Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!
Osanna nel più alto dei cieli!».

Vivere la settimana Santa
L’entrata di Gesù nella città santa, Gerusalemme, assume, per esplicita iniziativa di Gesù il segno di una pubblica manifestazione della sua regalità messianica di fronte ai discepoli, alle folle e agli avversari. Gesù è nato per compiere gli eventi di cui noi facciamo memoria nella Settimana Santa. In essi, infatti, Gesù rivela l’amore di Dio e nello stesso tempo il mistero della nostra vita che ci è stata data per essere donata.

I riti della Settimana Santa sono i più antichi e i più importanti di tutto l’anno liturgico.
La Domenica delle Palme celebra l’ingresso di Gesù in quella Gerusalemme, e fa entrare anche noi non tanto in Gerusalemme, quanto nella celebrazione degli eventi lì accaduti: la passione e la morte di Gesù. La liturgia ci propone l’ascolto del racconto intero della passione secondo Matteo, così da avere uno sguardo sul mistero della Croce, sul mistero di colui che «umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce».

♦ Giovedì santo – Nella mattinata Solenne Messa Crismale nelle cattedrali:  si consacrano gli Olii Santi per amministrare i sacramenti (Battesimo, Cresima, Unzione degli infermi, Ordinazioni sacerdotali ed episcopali).
Con il vespro iniziano le celebrazioni del Triduo pasquale:
La Messa in Coena Domini ricorda: l’istituzione dell’Eucaristia, sacerdozio ministeriale e la lavanda dei piedi e termina con la reposizione dell’Eucaristia. A Gerusalemme, nella sua ultima Cena, il Signore istituisce l’Eucaristia, il sacramento che renderà presente in ogni tempo il sacrificio della croce che si compirà il giorno dopo. Nel segno del pane spezzato, (l’eucaristia) Gesù anticipa il suo sacrificio sulla croce.

♦ Venerdì santo – Si celebra la Passione e la gloriosa morte di Gesù in Croce: la memoria del grande sacrificio offerto da Cristo per “attirare tutti a sé” ed offrire a tutti l’infinita misericordia di Dio.

♦ Sabato santo, infine, nella Veglia pasquale (origine di tutte le domeniche), si rinnova quel Battesimo che ci fa partecipi della croce di Cristo, cioè della vita donata per amore, per essere un giorno partecipi anche della sua gloria.

♦ A questi momenti fondamentali del culto cristiano, la pietà popolare, nel corso dei secoli, ha aggiunto altre espressioni di fede:

  • la visita all’Eucaristia nelle diverse chiese il Giovedì santo (una volta si chiamava “visita dei sepolcri”);
  • la Via Crucis nel Venerdì santo;
  • processioni e formule di preghiera che fanno memoria della passione, morte e risurrezione di Gesù, come pure delle sofferenze della Vergine Maria…

Tutte queste devozioni sono complementari, cioè hanno un senso pieno se si aggiungono ai riti liturgici della Chiesa. Diversamente sarebbe come accumulare un ricco arredamento senza avere la casa.

Non ci resta che viverla, la settimana santa. Nella morte di Gesù, il Figlio obbediente, risorgeremo e riceveremo una vita nuova.

Domenica delle Palme e Domenica della Passione – Oggi l’entrata messianica di Gesù in Gerusalemme: in ricordo del suo trionfo si benedicono le palme e si legge anche il racconto della sua passione e della sua morte. – Dinanzi agli sconvolgimenti e crudeltà di questi ultimi giorni, imploriamo con tutto il cuore: “Signore Gesù, salva il nostro mondo, sconvolto da guerre e violenze!”

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