Sono tutti gli stessi?

Riceviamo e pubblichiamo

Il giovane movimento che si proponeva alla guida del Paese è stato già conquistato dal “lato oscuro della forza”

Avv. Giovanni Macrì
Avv. Giovanni Macrì
Il M5S non è il primo e non sarà certo l’ultimo partito / movimento che, approfittando dell’inconcludenza della politica e di una classe dirigente molto spesso inadeguata e corrotta, è riuscito a carpire il consenso dei tantissimi cittadini indignati che ancora confidano nelle urne e nella possibilità di cambiare con il voto il volto del Paese.
La Lega e l’Italia dei Valori hanno rappresentano due importanti esempi, relativamente recenti, di movimenti di protesta che, non appena trasformatisi in partiti di governo, non hanno tardato a manifestare le debolezze materiali della propria classe dirigente. Le innumerevoli e squallide inchieste che ne hanno coinvolto i vertici lo testimoniano ampiamente. L’azione di purificazione della politica che grazie ai due predetti partititi aveva iniziato a prendere piede, è miseramente fallita e gli Italiani si sono resi conto che si era passati da un ladroneggio generalizzato volto a sostenere i partiti nel periodo della “guerra fredda”, ad un ladroneggio individuale per arricchire se stessi ed i propri accoliti.
Nonostante questo, oggi, molti Italiani esasperati hanno assegnato al M5S, con numeri mai visti prima, il ruolo di moralizzatore della vita pubblica. Alcuni lo hanno fatto semplicemente per protesta (votando contro il sistema o, indirettamente, disertando le urne), altri credendo nella bontà ed onestà della buona novella diffusa dai due fondatori, Grillo e Casaleggio, e dai tanti giovani che strada facendo si sono uniti a loro. Il Movimento in pochi anni è cresciuto in modo esponenziale e, alle prossime elezioni politiche, concorrerà per vincerle e guidare il Paese. Per fare questo, per catturare il necessario consenso, dovrà dimostrare, in questa più o meno breve parentesi che ci separa dal voto, non solo capacità di amministrare in modo retto e conforme ai principi sino ad oggi solo professati. Sennonché, non tutte le esperienze di governo portate avanti dai Grillini appaiono coerenti con i loro propositi e, se episodi relativamente limitati non hanno influito sul consenso nazionale, quanto oggi sta accadendo a Roma rischia di lasciare tanti seguaci con l’amaro in bocca ed in balia della peggiore affermazione retorica: “Sono tutti gli stessi!”.
In effetti i valori dell’uomo politico e dei partiti vanno valutati alla prova del potere. Il verminaio romano ha rappresentato per il M5S il peggiore, più duro e sicuramente prematuro banco di prova. Forse aveva ragione la cittadina Taverna che parlava di complotto organizzato dai partiti per farlo vincere nella capitale. Effettivamente i Grillini, messi alla prova del nove, stanno tradendo quanto fino ad oggi professato e stanno mostrando tutti i loro limiti e i peggiori vizi della politica.
Il giovane movimento che si proponeva alla guida del Paese è stato già conquistato dal “lato oscuro della forza”. Appena seduti a tavola, la brama di potere, li ha portati a litigare, a recriminare, ad accusarsi reciprocamente mostrando agli Italiani tutte le loro debolezze e la loro affinità ai tanto vituperati partiti. E siamo ancora all’aperitivo, immaginate cosa accadrà quando si tratterà di decidere le prossime candidature (bloccate) e, più avanti, quando, espletati i due mandati, verrà preclusa ai parlamentari, a norma del “non statuto”, la ricandidatura. Ritengo che alla prossima legislatura nemmeno il M5S andrà esente dal contagioso fenomeno della transumanza. Sarà, infatti, difficile, dopo avere assaporato i privilegi della politica e goduto delle sue stanze dorate, liberarsi di tutto ciò e rimanere fedeli ai propri principi perché, come diceva il grande Totò, quando si parla di politica viene l’appetito.

Avv. Giovanni Macrì

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