Spett. Sig. Sindaco del Comune di Drapia

Riceviamo e pubblichiamo

Morte per avvelenamento di alcuni cani randagi a Brattirò

LAV-ViboA Brattirò, frazione del Comune di Drapia, sono stati avvelenati alcuni randagi che si aggiravano pacificamente nel paese, ma potrebbero essercene molti altri morti nelle campagne circostanti, dove sarà difficile ritrovarli. Pertanto il numero degli animali vittime di esche avvelenate è ancora imprecisato. Inoltre, anche alcuni cani tenuti in aree recintate hanno mostrato segni di intossicazione. Finora non abbiamo avuto segnalazioni di animali domestici deceduti.
Non conosciamo i motivi del vile gesto, la cattiveria umana sembra non aver confini. Per lo più quello degli avvelenamenti è un fenomeno strettamente connesso al randagismo, che certo non si risolve uccidendo i poveri cani abbandonati, due volte vittime della barbarie umana. Ma in questo caso sono stati colpiti anche cani in spazi recintati.
È opportuno quindi avviare subito delle indagini accurate per quanto è accaduto a Brattirò, magari utilizzando le riprese di telecamere attive presso le abitazioni o i luoghi pubblici.
Pertanto abbiamo scritto al Sindaco del Comune di Drapia per sollecitare un suo intervento, come previsto dalla normativa vigente. Copia della lettera è stata inviata per conoscenza all’ASP di Vibo Valentia.
Infine, invitiamo tutti i cittadini a denunciare questi episodi non più tollerabili, affinché chi compie questi spregevoli atti criminosi possa essere smascherato e punito.

Ecco la nostra lettera:
Spett. Sig. Sindaco del Comune di Drapia,
Abbiamo appreso con orrore della morte per avvelenamento di alcuni cani randagi a Brattirò, nel Suo Comune. È l’ennesimo caso di avvelenamento nella nostra zona ed è inaccettabile che tutto passi nel silenzio generale.
Secondo quanto ci è stato segnalato, alcuni cani, descritti dagli abitanti come tranquilli e per nulla aggressivi, sono morti tra atroci sofferenze per aver ingerito delle esche avvelenate. Ci sono stati segnalati anche dei casi di cani dentro aree recintate che hanno mostrato segni di intossicazione.
Esprimendo la nostra profonda indignazione per azioni così riprovevoli di crudeltà gratuita verso gli animali, fenomeno purtroppo non nuovo sul nostro territorio, chiediamo che il Comune intervenga per indagare, nonché controllare e bonificare la zona interessata, avvisando del pericolo con cartelli.
Questo infatti prevede la normativa in vigore. In particolare l’Ordinanza del Ministero della Salute del 14 gennaio 2014 che proroga l’Ordinanza del 10 febbraio 2012 recante norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati.
È anche importante ricordare che è espressamente vietato diffondere veleni dalla legge sulla caccia (L.N. 157/92 art. 21, che prevede un’ammenda fino a € 1549,37) nonché dalle leggi sanitarie (art. 146 T.U. Leggi Sanitarie, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e un’ammenda da € 51,65 fino a € 516,46); inoltre avvelenare un animale è un reato ai sensi dell’art. 544-bis del codice penale (uccisione di animali) e dell’art. 544-ter del codice penale (maltrattamento di animali).
La preghiamo pertanto di intervenire, anche attraverso campagne informative e di sensibilizzazione, per prevenire altri rischi per gli animali e anche per i cittadini, soprattutto per i bambini, per quanto è in suo potere e dovere.

LAV Vibo Valentia tel. 333-4544326 – e-mail: lav.vibovalentia@lav.it

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