Storia di un’emigrazione

“La rumena”, un romanzo di Antonio Miceli

Il libro è stato edito da Meligrana

Un nuovo titolo proposto dall’editore tropeano Giuseppe Meligrana. È stato infatti dato alle stampe, negli ultimi mesi del 2008, l’ultimo lavoro di Antonio Miceli, dal titolo “La rumena”. Miceli, spilingese classe 1918, oggi vive a Sondrio. Dopo gli studi classici si laureò in Lettere all’Università di Napoli. Nel 1943 partecipò al secondo conflitto mondiale, durante il quale fu fatto prigioniero dai tedeschi fino al 1945. Rientrato in Italia potè dedicarsi, in un primo momento, all’insegnamento di materie letterarie presso vari istituti scolastici d’Italia, in seguito divenne preside. Questo autore può vantare al suo attivo la commedia in tre atti “Genesio”, pubblicata a Milano nel ’54 dalla casa editrice Gastaldi, e “Un giorno alla volta – Diario di prigionia (1943-1945)”, edito anch’esso da Meligrana nel 2007. “La rumena” è un dramma ambientato verso al fine degli anni ’80. I Telleri, famiglia che vive in Val Camonica, sono una famiglia che conduce una vita comune. La loro normalità, però, viene sconvolta da una eccezionale eredità: centinaia di titoli al portatore da svariati milioni di lire ciascuno. «Quello che potrebbe sembrare il lieto fine – spiega l’editore Meligrana – , si rivela per i coniugi Telleri come il preludio alle disavventure di Andrea, il loro unico figlio. Un bar losco, lo spettro della droga, le amicizie pericolose, il vizio del gioco, un amore non accettato dalla famiglia e le difficoltà scolastiche porteranno i Telleri ad allontanare il figlio da casa per mandarlo a studiare a Brescia». Ed è l’amore tra Andrea ed Erika, bellissima ragazza rumena, che il giovane Telleri conosce a Brescia, a rappresentare la storia nella storia. L’incontro complicherà ulteriormente i rapporti familiari e sentimentali tra Andrea e i familiari.
Si apre così una vicenda in cui i veri protagonisti sono le cattive allusioni, gli equivoci, le dicerie, i fraintendimenti, le parole non dette e i pregiudizi. E la figura di Erika diventa centrale nel romanzo. «La rumena – prosegue Meligrana -, giunta in Italia suo malgrado, vittima del comunismo rumeno e del suo decorso, proverà tutte le sofferenze, morali e materiali, dell’emigrazione: il traffico della prostituzione, la violenza, la clandestinità, il problema dell’accoglienza e dell’integrazione, il razzismo, la tristezza e la solitudine. Problemi che oggi, come allora, non sono affatto svaniti». Il romanzo ha dunque come tema centrale l’emigrazione, e con esso l’autore ha voluto creare un ambiente e dei personaggi attraverso i quali esprime sul caso il proprio parere. Tutto ciò non è affidato alle sole parole, ma anche alla sofferenza, che si diffonde quasi per tutta la narrazione. Attraverso percorsi tortuosi, a volte anche sacrificanti, ciascuno dei personaggi riesce a trovare la via per un riscatto.
Il libro, con il quale la giovane casa editrice tropeana inaugura la collana “Narrativa inclusa”, è da qualche giorno in vendita libreria a 9 euro, oppure, per i lettori più pigri, ordinabile direttamente sul sito www.meligranaeditore.com.

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Francesco Barritta
Francesco Barritta

Docente di lettere nella scuola secondaria, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all’albo professionale dell’Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.