Storie di eroi qualunque

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Storie di “eroi qualunque”.

Che bello! Oltre ai “santi della normalità”, ci sono anche gli “eroi della normalità”: due categorie? Due modi di dire per indicare la stessa realtà.
– Sabato 29 dicembre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito, motu proprio, trentatré onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità.
– Il Presidente Mattarella ha individuato, tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani.
– La consegna delle onorificenze avverrà nel 2019, non è ancora stata resa nota la data.

Tra le storie dei 33 “eroi” premiati da Mattarella, ecco sei storie di “eroi qualunque”.
Storie di ordinario eroismo sono quelle di un imprenditore, un medico, una pendolare, un immigrato, un disabile e un sacerdote. Ecco, in rapida sintesi, cosa hanno fatto.

♦ L’IMPRENDITORE Aldo Chiavari, 76 anni (Tolentino – Macerata), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: «Per la sensibilità e la generosità con cui ha sostenuto due dipendenti duramente provati dalla malattia e dalla successiva scomparsa della figlia».
Presidente della Dafram Spa, ditta che costruisce valvole a sfera flottante. I vertici della società si sono distinti per umanità e solidarietà nei confronti di due loro dipendenti, impiegati come operai, Amos e Giuseppina Pazzaglia che nel 2015 hanno perso la figlia Valentina a cui tre anni prima era stato diagnosticato un rabdomiosarco mamaxillo-facciale. Durante i tre anni di cure i datori di lavoro hanno sostenuto la famiglia sia moralmente che economicamente. In occasione dei numerosi spostamenti per/da il Policlinico Gemelli di Roma e l’ospedale di Padova hanno pagato le spese di viaggio, vitto e alloggio. Pur non sapendo quando sarebbero potuti rientrare in servizio, la società Dafram ha conservato il loro posto di lavoro.

♦ IL MEDICO Vincenzo Castelli, 63 anni (Roma), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: «Per il suo quotidiano impegno nella divulgazione e promozione della cultura dell’emergenza e del primo soccorso».
Medico specializzato in allergologia, presso l’Ospedale Vannini di Roma. Padre di Giorgio Castelli, giovane calciatore stroncato da un arresto cardiaco mentre si allenava nello stadio di Tor Sapienza nel 2006. Dopo la morte del figlio ha creato, insieme alla moglie Rita e agli altri due figli Alessio e Valerio, la Fondazione di ricerca scientifica Giorgio Castelli, il cui obiettivo è contribuire alla lotta alle malattie cardio-vascolari attraverso la promozione e divulgazione della cultura dell’emergenza e del primo soccorso. A tal fine la Fondazione è impegnata nell’organizzazione di eventi mediatici e di corsi di addestramento alle tecniche di rianimazione cardio-polmonare e di utilizzo del defibrillatore semiautomatico (BLS-D). Ad oggi sono state formate gratuitamente oltre 12.000 persone che assistono i giovani nello sport, nelle scuole, negli oratori e sono stati donati 400 defibrillatori di ultima generazione. L’attività della Fondazione ha preceduto di fatto la Legge Balduzzi del 2012 sulla presenza dei defibrillatori negli impianti sportivi e sulla cultura dell’emergenza.

♦ LA PENDOLARE Maria Rosaria Coppola, 62 anni (Napoli), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: «Per il coraggio e lo spirito di iniziativa con cui ha pubblicamente difeso un giovane straniero vittima di una aggressione razzista».
Dipendente del centro di produzione Rai di Napoli. Nel novembre 2018 mentre viaggiava su un treno della rete circumvesuviana ha difeso un ragazzo proveniente dallo Sri Lanka, vittima di una aggressione (verbale) razzista da parte di un giovane passeggero. Davanti al silenzio e all’indifferenza degli altri viaggiatori, è stata l’unica a intervenire. L’accaduto è stato filmato con lo smartphone da un altro viaggiatore e poi postato su Facebook. È diventato virale in pochissimo tempo. Nel video si vede il giovane che inveisce contro gli immigrati, lanciando accuse.

♦ L’IMMIGRATO Mustapha El Aoudi, 40 anni (Crotone), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: «Per il coraggio e l’altruismo con cui, a proprio rischio, è intervenuto in difesa di una donna violentemente aggredita».
Cittadino marocchino, in Italia dal 1990. È un venditore ambulante. Il 4 dicembre scorso è intervenuto in difesa di Nuccia Calindro, una dottoressa dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, aggredita violentemente (e gravemente ferita) da un uomo che l’accusava della morte della madre. Grazie all’intervento di Mustapha l’aggressore è stato fermato dalla Polizia e portato in Questura.

♦ IL DISABILE Iacopo Melio, 26 anni (Pisa), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: «Per il suo appassionato contributo alla causa dell’abbattimento delle barriere architettoniche e degli stereotipi culturali».
Affetto dalla Sindrome di Escoban che lo costringe su una sedia a rotelle, studia Scienze Politiche a Firenze e lavora come freelance nel mondo del giornalismo e della comunicazione digitale. Si occupa di sensibilizzazione e divulgazione come attivista per i diritti umani e civili.
Nel Gennaio 2015 ha fondato la Onlus”#vorreiprendereiltreno”, con l’obiettivo di portare avanti progetti inerenti alla disabilità. Si occupa dell’abbattimento di tutte le barriere, non solo architettoniche, soprattutto culturali. Vede la comunicazione come uno strumento sociale per dare voce a chi ha subito “la violenza del non ascolto”. Gira l’Italia, fisicamente e virtualmente, come relatore in conferenze, eventi, lezioni o incontri nelle scuole. Nel marzo 2018 ha pubblicato per Mondadori il libro “Faccio salti altissimi”.

♦ IL SACERDOTE Don Eugenio Renzo Zocca, 75 anni (Settimo di Pescantina – Verona), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: «Per la dedizione e il quotidiano impegno a favore di anziani in condizioni di disagio economico e sociale».
Ordinato prete nel 1967. Nel 1980 nella periferia ovest di Verona denominata “Saval”, ha dato vita a una parrocchia, Santa Maria Maddalena, che è diventata il fulcro delle attività di un quartiere in cui non c’era nulla se non il capolinea dell’autobus ed una scuola elementare, sotto il cui portico, si celebrava la messa. Ha fondato l’associazione L’Ancora impegnata a Settimo (VR) con L’oasi di Gina e Enrico, struttura di accoglienza inaugurata nel 2011, che offre ospitalità ad anziani in condizione di disagio economico e sociale.
L’idea alla base della casa-famiglia “è quella della corte contadina,di una comunità solidale”. Il Centro si avvale di molti giovani volontari e in generale della partecipazione della comunità locale. Nello scorso novembre è andato in pensione e si è ritirato a Casa Adele, ultima struttura dell’associazione L’Ancora, dedicata all’accoglienza.

(fonte: da quirinale.it, in cui ci sono tutti gli altri nomi e le motivazioni).

Sabato 29 dicembre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito, motu proprio, trentatré onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità. Belle storie di  impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani. – La consegna delle onorificenze avverrà nel 2019, non è ancora stata resa nota la data.

 

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