Superbia e presunzione non ci aiutano

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Superbia e presunzione non ci aiutano.

Senza dubbio il peccato dominante dell’uomo di ogni tempo è la superbia che lo spinge ad avere un’alta opinione di sé e delle proprie capacità; di vantarsi di ciò che riesce a fare e di sopravvalutare se stesso. Questo peccato lo sottrae all’amorosa sottomissione a Dio che lo ha creato donandogli tutti i talenti che riesce ad esprimere. La gloria, quindi, va a Lui, al Creatore e non all’uomo che rimane solo uno strumento. Se lo strumento suona in armonia con la volontà del Creatore, allora la musica è dolce. Ma se lo strumento pretende di suonare non tenendo conto di chi lo ha in mano. ne uscirà una musica stonata. Perciò tante stonature nella nostra vita e nella nostra storia: abbiamo avuto la presunzione di fare a meno di Dio. – La presunzione è sempre stata vista come peccato, e il presuntuoso è sempre stato pesato come peccatore, da tutte le etiche e da tutte le religioni, e perfino dal buon senso: chi alza se stesso troppo in alto non piace a nessuno e reca sofferenza agli altri. L’umiltà sincera è l’antidoto per vivere meglio.

Il gallo che svegliava il sole
♦ C’era una volta un gallo che ogni mattina cantava forte, più forte che poteva. Forse perché pensava che era lui a svegliare il sole e che se non avesse cantato, il sole non sarebbe apparso.
Ma evidentemente era il contrario. Era il sole che, con i suoi primi raggi, lo svegliava.

Quante volte succede a noi qualcosa di simile! Pensiamo che siamo noi ad agire, ma la verità è che Dio agisce attraverso di noi. Anche quando preghiamo, è Dio che ci chiama a dialogare con Lui. L’iniziativa è di Dio, non nostra. Lo Spirito Santo è il Sole nella nostra vita; È lui che ci sveglia e ci porta a buone azioni.

♥ Maria Santissima era una persona umile. Ella non si è mai vantata. Quando si riferiva a se stessa, ella si chiamava “Serva del Signore”. Le serve erano le donne più umili del tempo.
Nelle ore del trionfo di Gesù, ella non appariva: ad esempio, nella moltiplicazione dei pani, quando la gente voleva farlo re. Certamente Maria era lì, ma nascosta.
Ma davanti alla croce, in mezzo a quella furia di gente, lì si ergeva, ben visibile, affrontando le beffe e le umiliazioni proprie di una mamma di un condannato.
♥ È interessante, però, notare che Maria era umile, ma non rinunciataria. Ella non ha sepolto i suoi talenti in una falsa umiltà. La sua fronte rimase alta ed ella era coraggiosa, come si vede nel canto Magnificat.

(fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

La superbia spinge l’uomo ad avere un’alta opinione di sé e delle proprie capacità; di vantarsi di ciò che riesce a fare e di sopravvalutare se stesso. Questo peccato lo sottrae all’amorosa sottomissione a Dio che lo ha creato donandogli tutti i talenti. –  Dio ci chiama a dialogare con Lui: l’iniziativa è sua, non nostra. E lo Spirito Santo è il Sole che ci sveglia e ci spinge alle buone azioni.

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