Togliere spazio all’odio

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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No all’odio!

Togliere spazio all’odio.

Per l’odio non ci deve essere più spazio, anche se perdonare è difficile. – La storia di tre prigionieri nella ex Jugoslavia che hanno partecipato ai programmi della Caritas. Una storia da condividere.

Un serbo ortodosso, un bosniaco musulmano e un croato cattolico, accomunati dallo stesso passato di ex detenuti nei campi di prigionia, durante la guerra nella ex Jugoslavia, e ora dallo stesso presente, dopo aver partecipato ai programmi Caritas di peacebuilding e riconciliazione.
Hanno subìto torture e violenze, ma attraverso il progetto Pro-Future hanno compreso che il popolo di cui facevano parte si era macchiato degli stessi crimini commessi da coloro che li avevano perseguitati.
A parlare delle storie di Janko Samoukovic, Amir Omerspahic e Zdenko Šupukovic è il Sir Europa in un ampio dossier dedicato a questa martoriata parte del continente.
«Parlando — spiega Samoukovic — abbiamo capito che avevamo vissuto situazioni simili, che la nostra sofferenza era comune. Il lavoro degli psicologi ci ha aiutato a raccontare le nostre storie senza provare dolore, elaborando il dramma. Ma questo modo di lavorare ha valore solo se siamo in tre a portarlo avanti: serbi, bosniaci, croati. Non voglio ingrandire il mio dolore per sminuire quello degli altri».
I tre hanno raccontato pubblicamente la loro esperienza a conclusione del “tour della riconciliazione e della memoria” organizzato dalla Caritas alla vigilia del viaggio apostolico di Papa Francesco a Sarajevo, il 6 giugno.
(fonte: Osservatore Romano 1 luglio 2015).

Gli orrori e i massacri, come quelli di Srebrenica in Bosnia, sono profonde ferite all'umanità: e da queste ferite bisogna guarire incontrandosi e raccontare le proprie sofferenze,ascoltando quelle degli altri.
Gli orrori e i massacri, come quelli di Srebrenica in Bosnia, sono profonde ferite all’umanità: e da queste ferite bisogna guarire incontrandosi e raccontare le proprie sofferenze,ascoltando quelle degli altri.
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