Tropea… la patria dell’opera buffa…

E così ci risiamo…

Una campagna elettorale ancora da archiviare

Alfredo Barone

E cosi’ ci risiamo… una campagna elettorale ancora è da archiviare e per l’ennesima volta la commedia degli equivoci ha inizio.
Sono oggi un iscritto del PDL dopo essere stato un dirigente di Alleanza Nazionale, come altri ho tanto sperato che gli equivoci e  le contrapposizioni fossero finalmente superate dal nascituro soggetto politico, che, finalmente, mettendo una pietra sul passato , riuscisse a creare quella casa comune in cui piu’ anime potessero serenamente confrontarsi  per far crescere prima di tutto la politica.
Ho attraversato come tanti altri le acque tempestose che portarono l’M.S.I. a diventare Alleanza Nazionale, con tanta sofferenza per quel che ci lasciavamo alle spalle, una tradizione di valori e ideali, di battaglie vinte e perse, ma sempre combattute con onore e dignità, la chiarezza delle scelte in antitesi alle necessita’ dei compromessi del partito di governo, guardando però con speranza ad un futuro che trasformandoci in Alleanza Nazionale e quindi in un partito di governo ci avrebbe reso finalmente in grado di cambiare quella società che tanto contestavamo.
Ho poi guardato con speranza al partito unico che avrebbe consentito un’azione piu’ chiara trasparente ed incisiva lasciando ogni polemica alle spalle ed oggi, invece,  mi ritrovo a capirci meno di ieri, tra equivoci spontanei e creati artificiosamente, litigiosita’ di ieri trasformata in rissosita’ di oggi ma  soprattutto noto , in un partito che doveva avere posto e assicurare spazio per tutti, una confusione di ruoli che contribuisce ad alimentare il caos piu’ completo con conseguente immobilismo politico.
Siamo a Tropea, non certo l’ultimo comune della provincia di Vibo Valentia anzi,  una vetrina importante a livello regionale, con le elezioni amministrative che, unitamente alle regionali, ci hanno chiamato alle urne a marzo e a tutt’oggi, da iscritto al PDL non ci ho capito nulla.
Mille  domande mi assalgono, ma, soprattutto, da uomo di destra, un dubbio mi assilla: il PDL  dov’è in ambito locale? con chi sta?
L’opera buffa è in pieno svolgimento ormai; comunicati antitetici  si rincorrono e si assommano.
Rifacendo un’attenta cronistoria di ciò che è avvenuto, non posso e non voglio tacere di fronte alle incongruenze che si sono susseguite da quando il coordinatore cittadino in un intervista pubblica sostenne che Vallone non era il candidato della PDL, dopo aver dato però nel corso di un incontro del coordinamento provinciale il via libera alla candidatura Vallone e  ritrovandosi quindi con il Coordinatore Provinciale che, smentendolo con immediatezza,  affermo’ che Gaetano Vallone era il candidato del PDL.
Dopo quei comunicati a mezzo stampa, quando Valerio Grillo, coordinatore provinciale del PDL nel corso della presentazione della lista “Uniti per la Rinascita” affermò (cito testualmente) “Questa è una lista che si rifà completamente a quelle che sono le istanze, i programmi e il modo di gestire la cosa pubblica del “Popolo della Libertà”, quindi chiunque voglia pescare nel torbido, con la mia presenza qualunque dubbio è fugato. Noi siamo qui per riaffermare, così come abbiamo fatto nei giornali, che tutto il partito indistintamente in tutti i suoi settori è vicino a Gaetano Vallone e alla sua lista” l’architetto Lonetti, coordinatore cittadino del PDL, sempre nel corso di quell’incontro  ribadì  che la politica del centro destra al momento a Tropea portava il nome di Gaetano Vallone, e quindi anche in base alle indicazioni del coordinamento provinciale, il PDL cittadino avrebbe sostenuto  la lista “uniti per la rinascita” e lui in prima persona avrebbe portato e votato Gaetano Vallone “anche se nell’altra lista fosse stato candidato suo fratello”.
Parlare è bello, ma solo se le parole hanno un senso e un seguito e se non rimangono lettera morta. Io credo, architetto Lonetti, che tu abbia perso una grande occasione in quel momento, avresti dovuto con coerenza, autosospenderti fino al completamento delle elezioni, visto e considerato che da un lato ti ritrovavi con il partito di cui sei coordinatore cittadino che si era schierato apertamente, dall’altro con lo zio di tua moglie candidato a sindaco.
Non solo non lo hai fatto, ma oltretutto dopo quelle affermazioni sei sparito. Sostenevi di non prendere parte agli incontri, a cui venivi puntualmente invitato, per evitare possibili strumentalizzazioni; per evitare che a fronte di chissà quale segreto strategico-elettorale che potesse venire a conoscenza degli elettori, qualcuno avrebbe potuto pensare che fossi stato tu a metterlo in piazza; ma non autosospendendoti non hai dato modo al coordinamento provinciale di nominare un reggente elettorale e quindi hai lasciato, in un momento delicatissimo, senza coordinamento alcuno il PDL cittadino. D’altro canto questo tuo atteggiamento non è certo una novità, io credo che anziché all’architettura avresti dovuto dedicarti alla marineria, non è infatti la prima volta che, in corso d’opera, da provetto marinaio attento ai venti della politica, cambi completamente rotta cercando di tenere la tua nave costantemente nella bonaccia anziché rischiare di affrontare venti avversi, preferendo non affrontare viaggi anziché portare a compimento percorsi.  Ne sono un esempio calzante le elezioni comunali del 2006, quando, durante i numerosi incontri che dovevano portare ad una lista di centro destra ti fu chiesto di fornire due candidati a rappresentare Forza Italia, quella lista poi non si realizzo’, anche perchè non fornisti mai quei nomi.
E non è forse vero che, sempre nel corso di quelle elezioni, improvvisamente, colto da una folgorazione sulla via di Damasco, dopo tanto aver ciarlato con motivazioni politiche tra l’altro condivisibili e certo condivise dal sottoscritto, contro la lista Euticchio, improvvisamente dichiarasti che Forza Italia era rappresentata in quella lista dall’avv. Michele Accorinti, che tanto avevi criticato prima, anche perché non ti risultava fosse iscritto al partito.
Ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate se non fosse per il fatto che chi guarda ed ha sempre guardato al centrodestra è troppo occupato a piangere di fronte alla mancanza di chiarezza dei suoi dirigenti e all’incapacità ormai cronica in questo comune, da parte dei responsabile locali del PDL, di assumersi le proprie responsabilità, con conseguente incapacità di fare  scelte coerenti,  di manifestarle pubblicamente con la dovuta chiarezza e di perseguirle coraggiosamente fino in fondo assumendosi le piene responsabilità in caso di errori di valutazione.
In politica a pagare in un senso o nell’atro sono le scelte chiare e  le capacità di farle,  non certo l’immobilismo. Oggi più che mai bisogna avere il coraggio e la forza di guardare avanti per portare a compimento, anche a livello locale, quel progetto politico che è già una realtà di governo a livello nazionale e regionale. E’ necessario ritornare alla logica degli schieramenti e abbandonare definitivamente il trasversalismo selvaggio che tanti equivoci ha creato e continua a creare; perché è solo nel senso di appartenenza che la politica offre quella continuità politica e di scelte che permette, prescindendo dagli uomini, la realizzazione di progetti a lungo termine.

Alfredo Barone

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