I sacchetti per la differenziata non bastano

Molti cittadini hanno già terminato l’ultima fornitura ricevuta

I tropeani, dopo le prevedibili riluttanze iniziali, hanno iniziato ad apprezzare l’assenza di cassonetti

Sacchetti per la raccolta differenziata - foto Barritta
Sacchetti per la raccolta differenziata 

La raccolta dei rifiuti nel comune di Tropea è una felice realtà, un esempio di efficienza che la ditta Ecoshark di Ridadi porta avanti da anni con professionalità, sia per il servizio del porta a porta, sia per quanto riguarda la differenziata.
I cittadini, dopo le prevedibili riluttanze iniziali, hanno iniziato ad apprezzare l’assenza di cassonetti sotto casa, la possibilità di lasciare i sacchetti davanti alla porta e, soprattutto, la totale assenza di cattivi odori e di gatti per le strade.
Questo perché, dopo che la raccolta differenziata è entrata a regime nelle zone periferiche e poi nel centro storico, anche i cittadini hanno iniziato a fare più attenzione al modo di differenziare, dimostrando un crescente senso civico.
Tanto rimane ancora da fare, certo, ma il problema più evidente, il primo che deve essere affrontato prima ancora di prendersela con chi non si comporta in maniera esemplare, è quello di provvedere affinché la fornitura di sacchetti sia bastevole al periodo tra una consegna e l’altra.
Il progetto della differenziata, avviato grazie all’impegno dell’allora assessore Tonino Simonelli, durante l’amministrazione di Adolfo Repice, era stato infatti concepito con la consegna dei sacchetti vuoti porta a porta, in occasione del passaggio degli operai della ditta durante le operazioni di raccolta nelle prime ore del giorno.
Poiché molti cittadini si lamentavano di non trovare i sacchetti vuoti al posto dei pieni, si è quindi successivamente stabilito di organizzare delle date prestabilite per la consegna di una fornitura bastevole per un dato periodo. Non si poteva infatti pretendere che la consegna avvenisse direttamente “in mano”, vista l’ora del passaggio e comunque considerata l’eventuale reperibilità dei residenti.
Ultimamente, però, i cittadini hanno ricevuto – in media – una decina di buste per ogni tipo di rifiuto (vetro, carta, plastica, umido e secco).
Ma consumando due sacchetti a settimana, tali forniture bastano (nel migliore dei casi e non tenendo presenti le tante buste che si strappano) non più di cinque settimane.
La consegna, però, avviene ogni 2-3 mesi, stando a quanto avvenuto recentemente. Perciò mancano all’appello circa 20 buste per ogni tipo di rifiuto, cento buste in tutto!
La gente resta perciò priva di sacchetti e impossibilitata a fare il proprio dovere, o comunque costretta a provvedere ai sacchetti a proprie spese.
I cittadini, per quanto previsto dal progetto originario voluto da Simonelli, non dovrebbero invece pagare ulteriori balzelli per la differenziata: le buste sono un diritto, che i cittadini devono avere e che già pagano, a meno che nel frattempo non siano state apportate delle modifiche peggiorative dalle amministrazioni successive!Perciò, se si vuole migliorare la percentuale della differenziata, prima si deve pensare a mettere tutti nelle condizioni di differenziare bene.
Ci auguriamo che il controllo su quanto rilevato dai cittadini avvenga e che già nei prossimi giorni si possa assistere a una nuova consegna per chi, nelle ultime settimane, ha già differenziato abbastanza e ha quindi terminato i sacchetti.

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