Tropea, una Città dalla parte dei Giovani

“Dovremmo forse soffermarci e soprattutto impegnarci di più per trovare risposte adeguate”

“Nella veste, appena indossata, di Sindaco della Città di Tropea, che non è indenne dai fenomeni di disagio giovanile, credo che occorra pensare seriamente e operativamente ad una Città a misura di Bambino e di Adolescente”

Il Sindaco di Tropea Giovanni Macrì – foto Libertino

Oggetto: Tropea, una Città dalla parte dei Giovani.
Nella Giornata mondiale di impegno per i diritti dei Giovani, bambini e adolescenti, è importante chiedersi se in questo campo ci si sia spesi adeguatamente e se le prospettive di impegno siano all’altezza della problematica.
É improbabile, particolarmente alle nostre latitudini, che si sia fatto tutto il possibile, ne sono riprova le tante forme di difficoltà e di disagi, di ansie e preoccupazioni che coinvolgono i più sensibili tra genitori, educatori, docenti e responsabili della Cosa Pubblica. Conosciamo le tutele scandite dalla Convenzione Internazionale del 1989 e, tralasciando quelle fondamentali su cui tutti conveniamo, su qualcun’altra, apparentemente secondaria, dovremmo forse soffermarci e soprattutto impegnarci di più per trovare risposte adeguate.
Penso al diritto dei Giovani ad essere ascoltati, al rispetto dei loro tempi, ad avere idee diverse da chi gli sta accanto, a sbagliare, ad essere imperfetti e temo che non sempre noi adulti, travolti dalle tante incombenze dell’oggi, riusciamo a trovare le giuste sintonie.
Considero anche le nostre Città e i nostri Paesi e credo che pochi possano essere valutati a misura di Bambino e di Adolescente. Rifletto sui nuovi Linguaggi e quindi sull’esigenza di tener conto delle conseguenze del massiccio uso giovanile della tecnologia digitale e sul bisogno di proteggere bambini e ragazzi dai pericoli online. Mi preoccupa il rischio delle dipendenze, così forte a quest’età, quello del bullismo, dell’abuso sessuale e della caduta nei giri perversi dell’illegalità e delle mafie.
La problematica é vasta e complicata e il disagio giovanile che tocchiamo costantemente richiede una presa in carico comunitaria: dalla Famiglia, alla Scuola, alla Chiesa, alle realtà Associative di varia natura, allo Stato, alle Amministrazioni Locali.
Nella veste, appena indossata, di Sindaco della Città di Tropea, che non è indenne dai fenomeni di disagio giovanile, credo che occorra pensare seriamente e operativamente ad una Città a misura di Bambino e di Adolescente condividendo le indicazioni dell’Unicef, di Legambiente e di tutte le Istituzioni che hanno a cuore l’armonia della convivenza, in particolare il diritto a vivere in un ambiente sano, pulito, bello, ordinato, accedendo a spazi verdi e a strade non pericolose.
Credo anche in una Città che tiene in considerazione il punto di vista dei Cittadini più giovani, che garantisce il loro diritto di partecipazione sociale, di influenza sulle decisioni comunitarie e di libertà di espressione.
Ovviamente, si tratta di un percorso da avviare e da seguire con attenzione perché l’obiettivo venga raggiunto in tempi ragionevoli, prevedendo un Bilancio che tiene conto dell’Infanzia, interventi di conoscenza sulla condizione giovanile in Città e la diffusione dell’idea del Giovane come soggetto sociale.
Solo con un’azione di ampia portata, che coinvolga come partner tutte le Agenzie Formative della Comunità si può conseguire il successo. Azioni quali: video sorveglianza, illuminazione cittadina, controlli da parte delle Forze dell’Ordine, spesso invocate come panacea, non riusciranno da sole a garantire la finalità auspicabile di un benessere veramente condiviso.

Sindaco della Città di Tropea
Giovanni Macrì

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