Ultimo prete di Dachau

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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Ultimo prete di Dachau.

In genere quando si parla dei martiri di ieri, prende un senso di venerazione “distante”, come se la loro vicenda non ci toccasse non ci toccasse. Ma quando si parla dei martiri di oggi, prende un senso di venerazione “commossa”, perché sappiamo che chi ha causato il loro dolore vive la nostra stessa vita, con tutti i suoi problemi e con tutte le attese migliori: eppure ha scelto la via peggiore, quella di eliminare il suo prossimo. Ciò che diventa inquietante è che tra i carnefici ci si può trovare ciascuno di noi… Basta seguire una ideologia sbagliata e ci si ritrova dalla parte dei carnefici. – E per i carnefici di oggi bisogna pregare, perché aprano gli occhi della mente e del cuore e si convertano, come ha richiesto Papa Francesco, pregando per le vittime del terrorismo a Dacca nel Bangladesh ieri 3 luglio.

Padre Hermann Scheipers era l’ultimo sopravvissuto delle cosiddette “baracche dei preti” di Dachau, dove, tra il 1938 e il 1945, ben 2.720 religiosi furono imprigionati, e in cui 1034 morirono.
Scomparso il 2 giugno 2016 all’età di 102 anni, padre Hermann Scheipers era diventato un simbolo delle sofferenze causate ai testimoni di Cristo dalla persecuzione nazista durante la seconda guerra mondiale.
♦ «Siete senza onore, senza aiuto e senza diritti. Qui, potete lavorare o morire»: con queste parole fu accolto, nel 1941, dal comandante delle SS del campo di sterminio, dopo il suo arresto per aver aiutato i lavoratori forzati polacchi e celebrato la messa per loro.
♦ Infatti il religioso, fin dall’ordinazione, avvenuta nel 1937, era finito nel mirino delle autorità naziste che lo ritenevano «un partigiano fanatico della Chiesa cattolica, suscettibile di provocare scompiglio tra la popolazione».
Nel 1945, riuscì a fuggire dalla “marcia della morte” verso Bad Tölz prima dell’arrivo delle forze alleate.
Nel 2002 era stato nominato prelato d’onore di Sua Santità e decorato al Merito federale tedesco.
Nove anni più tardi, il 23 settembre del 2011, ricevette a Erfurt il saluto di Papa Benedetto XVI in visita in Germania.
(fonte: Osservatore Romano)

Martiri e carnefici continuano a scrivere la storia col sangue. Se bisogna pregare per i perseguitati e i martiri, anche per i carnefici di oggi bisogna pregare, perchè aprano gli occhi della mente e del cuore e si convertano, come ha richiesto Papa Francesco, pregando per le vittime del terrorismo a Dacca nel Banladesh all'Angelus del 3 luglio.
Martiri e carnefici continuano a scrivere la storia col sangue. Se bisogna pregare per i perseguitati e i martiri, anche per i carnefici di oggi bisogna pregare, perché aprano gli occhi della mente e del cuore e si convertano, come ha richiesto Papa Francesco, pregando per le vittime del terrorismo a Dacca nel Bangladesh all’Angelus del 3 luglio.
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