Umiltà e mansuetudine

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Umiltà e mansuetudine.

Umiltà e mansuetudine sono virtù che piace vederle negli altri, ma che in noi trovano forte resistenza ad essere praticate. L’insensato nostro orgoglio tante volte impedisce di essere miti e mansueti. Gesù fu per l’umanità l’esempio di umiltà e mansuetudine per eccellenza, l’unico che poté affermare di essere mansueto e umile di cuore: “Imparate da me, perché io sono mansueto ed umile di cuore” (Matteo, 21,29). – Sarà bene praticare queste due virtù per poter instaurare una forte intimità con il Signore. Pratica che permette di disciplinarci, di correggerci nel carattere, di saper rinunciare alle nostre convinzioni, di rifiutare ogni contesa e ogni atteggiamento borioso. La pratica di queste virtù farà sì che tutta la nostra forza, le nostre conoscenze e le capacità vadano convogliate a Dio. Allora il nostro rapporto con Lui diverrà più profondo e potremo ascoltare la Sua voce.

L’asinello entrato con Gesù a Gerusalemme
♦ Si dice che il piccolo asino che entrò a Gerusalemme portando Gesù, rimase abbagliato dai tanti onori di quel giorno. Pensava che fossero tutti per lui!
Pochi giorni dopo, decise di ritornare e di passare per la stessa strada al fine di ricevere nuovi onori: che la gente stendesse ancora i mantelli perché vi passasse sopra e così via.
♦ Ma successe il contrario. L’asinello fu cacciato fuori dalla città a frustate.

Quante volte, nel lavoro pastorale o professionale, siamo come quel piccolo asino!
Dopo aver fatto il nostro dovere, capita di essere lodati, applauditi e pensiamo che tali tributi siano per noi, quando in realtà sono per Dio.
Perché è lui che ha messo in noi i doni per usarli come suoi strumenti. Il merito e gli onori appartengono dunque a Lui e non a noi.
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli». (Mt 11, 25).
  «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». (Mt 11, 29-30).
Gesù unisce l’umiltà alla mansuetudine. In effetti, le due virtù sono come unite: “Rallegrati, Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d’asina”. (Zaccaria 9, 9).

(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

Umiltà e mansuetudine sono virtù che piace vederle negli altri, ma che in noi trovano forte resistenza ad essere praticate. L’insensato nostro orgoglio tante volte impedisce di essere miti e mansueti. La pratica di queste virtù farà sì che tutta la nostra forza, le nostre conoscenze e le capacità vadano convogliate a Dio. Allora il nostro rapporto con Lui diverrà più profondo e potremo ascoltare la Sua voce.

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