Un abbraccio alle testimoni della risurrezione

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Un abbraccio alle testimoni della risurrezione.

223a-exprostitute12 agosto 2016, un venerdì della misericordia di questo anno santo straordinario. Papa Francesco ha voluto incontrare e abbracciare venti donne liberate dal racket della prostituzione  e attualmente ospitate in un complesso condominiale di Via Pietralata a Roma. Un abbraccio di riconoscenza verso ragazze che sono riuscite a liberarsi dalla schiavitù, per ricostruire una vita di affetti, di famiglia e di lavoro. Aprendo la porta dell’appartamento privato, le ragazze tutto si aspettavano tranne che vedere Papa Francesco. Quasi un gioco stupendo di misericordia.

Le ragazze dell’età media di 30 anni, provenienti sei dalla Romania, sette dalla Nigeria, una dall’Ucraina, quattro dall’Albania, una dalla Tunisia e una dall’Italia partecipano al progetto di recupero della Comunità Giovanni XXIII fondata da Don Oreste Benzi. Tutte hanno subìto gravi violenze fisiche e vivono protette.
♦ Prima l’abbraccio di Papa Francesco, poi la richiesta di perdono: a nome di tutti quegli uomini, anche cristiani, cattolici, che hanno commesso abusi e violenze su donne vittime del racket della prostituzione strappate dalla strada dai volontari della comunità Papa Giovanni XXIII, fondata nel 1968 da don Oreste Benzi.
Visibilmente commosso, il Pontefice ha definito «testimoni della risurrezione» queste ragazze che sono riuscite a liberarsi dalla schiavitù per ricostruire una vita di affetti, di famiglia e di lavoro.
papa Francesco le ascoltate a una per una, per oltre un’ora: è stato un momento di gioia, in cui non sono mancate canzoni e una merenda, e soprattutto un’opportunità di riscatto per provare a ricostruire una vita dignitosa.
♦ Il Papa è rimasto impressionato dalle loro storie: tutte hanno subìto gravi violenze fisiche, sevizie, inganni e minacce, con cui i loro aguzzini hanno cercato di cancellarne l’identità e la dignità di persone. Per timore di ritorsioni ora vivono protette. Due di esse avevano accanto i loro bambini.
Che dire? «In un momento di vacanza, quando più forte si fa il senso del divertimento, spesso non curante delle regole, il segno di Francesco è stato quello di voler restituire piena dignità a queste ragazze che hanno subito forti violenze, soprusi e intimidazioni dal racket della prostituzione» ha detto il Predidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, l’arcivescovo Fisichella, che accompagnava il Papa nella visita.
Con questo segno Papa Francesco ha voluto ribadire che la Misericordia non è una parola astratta ma un’azione concreta con la quale ci si impegna anche nel sociale per restituire dignità a persone sottoposte a nuove forme di schiavitù.
L’odierna visita di Papa Francesco è un altro richiamo alle coscienze per combattere la tratta di essere umani, che il Santo Padre ha più volte definito come “un delitto contro l’umanità” e “una piaga nel corpo dell’umanità contemporanea, una piaga nella carne di Cristo.”
(fonte: Osservatore Romano).

12 agosto 2016, un venerdì della misericordia di questo anno santo straordinario. Papa Francesco ha voluto incontrare e abbracciare venti donne liberate dal racket della prostituzione e attualmente ospitate in un complesso condominiale di Via Pietralata a Roma.
12 agosto 2016, un venerdì della misericordia di questo anno santo straordinario. Papa Francesco ha voluto incontrare e abbracciare venti donne liberate dal racket della prostituzione e attualmente ospitate in un complesso condominiale di Via Pietralata a Roma.
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