Un documentario su Giuseppe Furchì

Proiettato a Caria

“Sacerdos in Aeternum, il cammino eterno di don Giuseppe Furchì”

Una serata emozionante, quella di sabato scorso presso il padiglione scolastico di Caria, attraverso la proiezione del documentario del regista Enzo Carone, dedicato al compianto don Giuseppe Furchì. “Sacerdos in Aeternum, il cammino eterno di don Giuseppe Furchì” e il libro “Don Giuseppe Furchì, in realtà sono stati presentati nel mese di settembre nella frazione di Brattirò, paese in cui don Giuseppe ha operato per circa 35 anni il suo cammino terreno”.Un lavoro impegnativo, mesi e mesi trascorsi nella raccolta di foto e aneddoti con il desiderio di rendere omaggio a colui che tanto ha saputo dare non solo come sacerdote, ma anche come uomo. Ricordiamo, don Giuseppe, sacerdote di Brattirò e Gasponi è scomparso prematuramente poco più di un anno fa. Il regista Carone, per ottimizzare il proprio lavoro, si è recato più volte a Brattirò e nei paesi limitrofi per cercare di immortalare ogni testimonianza sollecitata con delle brevi interviste, poi montate ed alternate a numerosi scatti che ritraggono il parroco in diverse occasioni. Il libro, invece, scritto da Pasquale Vallone, edito dall’agenzia Thoth di San Nicolò di Ricadi, costituita da tre volenterosi giovani che in poco tempo, e soprattutto con pochi mezzi a disposizione hanno creato una bella realtà. Una presentazione quindi anche nella comunità cariese dove il sacerdote don Giuseppe ha operato dal 2000 al 2006. Il sacerdote, teneva moltissimo alla comunità cariese. Per tale motivo, la compagnia teatrale ha fortemente voluto che il documentario venisse proiettato anche a Caria, per ricordare ancora una volta un sacerdote che è rimasto solo sei anni alla guida della parrocchia, ma sin da subito è entrato nel cuore della comunità cariese. Un uomo che aveva un rapporto particolare con i giovani, i ragazzi. A tal punto da consegnare la casa parrocchiale ai ragazzi, per svolgere le consuete attività d’oratorio. Rimarrà nel cuore di tanti cariesi, una personalità importante, ma anche l’ultimo messaggio del sacerdote tanto amato che risale alla notte di Natale del 2010. « Sono venuto io a celebrare questa notte, perché troppo tempo lontano da Carìa, non ci so stare, vi voglio bene».

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