Un incidente stradale per credere

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio
136a-incidente

Un incidente stradale
per credere.

Le morti improvvise e tragiche, comprese quelle dovute agli incidenti stradali, portano grande dolore e scompiglio nella vita degli uomini. Inoltre interpellano la fede di ognuno: perché morire così… c’è un’altra possibilità?… Ci sarà un’altra vita?  – Oh se potessero parlare quelli che hanno affrontato questo terribile shock. Oh se i pianti disperati delle mamme, dei papà, delle mogli, dei mariti potessero dare corpo alla speranza che che c’è in tutti: una vita che non finisce.

♦ Un giorno ad un incrocio stradale si scontrarono mortalmente un prete, pio credente, ed un ateo, anticlericale e molto poco prudente, essendo passato con il rosso pieno.
Il prete vedendosi arrivare addosso il bolide ebbe solo il tempo di dire: «Signore, accoglimi tra le tue braccia!»
L’ateo vedendo che alla guida dell’ostacolo inaspettato vi era un prete, urlò con tutta la forza: «Porca miseria, un maledetto prete mi farà fuori!»
Lo schianto fu violentissimo, un cozzo orrendo che non diede alcuna possibilità di sopravvivenza ai due che morirono quasi istantaneamente, per la violenza dell’urto.
♦ La gente in strada, testimone dell’incidente, accorse immediatamente per soccorrere i due poveretti. Chi urlava tenendosi le mani nei capelli, chi dava le spiegazioni dell’accaduto a chi soggiungeva, chi chiamava la polizia e chi rimasto attonito guardava la scena con raccapriccio, pensando al destino ed alla brevità della vita.
♦ Cosa succede a coloro che sono morti? E cosa riusciranno a pensare i vivi?

Risposta 1: esiste una vita oltre la morte.
Il prete, dopo qualche istante di smarrimento, si sollevò da terra, si guardò attorno e vide la confusione delle persone che correvano e urlavano. La gente si accalcava sicuramente per vedere qualcosa di grave pensò ed anche lui si mise a guardare e vide con stupore se stesso immobile e grondante sangue dentro l’auto. Fu solo un attimo e poi una luce lo investì e tutto allora fu per lui chiaro.
La terra era ora un puntino verde e azzurro.
Un grande amore lo invase e felice il prete pensò: «Signore accoglimi tra le tue braccia, per tanti anni ho avuto paura della mia fede, ora so che non ho errato a cercarti, eccomi o Padre.»
♦ L’ateo si sollevò da terra e subito capì che non poteva essere vivo, troppo forte l’impatto ed il dolore. Si voltò verso le due vetture fumanti ed intravide il proprio corpo intrappolato tra le lamiere. Fu solo un attimo poi la luce, una luce calda e ricca di una presenza positiva, lo avvolse completamente.
La paura dentro di sé contrastava con l’armonia e la bellezza che sentiva attorno al proprio essere.
Ed allora non poté non pensare: «Ma allora avevano ragione loro… E adesso che ne sarà di me?»

Risposta 2: non esiste una vita oltre la morte.
E allora tutto quello che rimane è là, a terra, nel groviglio delle lamiere e nel sangue versato. Non ha senso: è’ stato del tutto inutile vivere e morire? Ma è proprio questo quello che ognuno si aspetta?

La storia ipotizzata, ma verosimile, rispecchia la nota “scommessa di Blaise Pascal” (1623–1662), il quale affermava al suo interlocutore ateo che conviene credere comunque in Dio e nelle sue promesse: in fin dei conti è in gioco il bene dell’uomo.
Per Pascal Dio non è quello dei filosofi e degli scienziati , ma è quello di Abramo, di Isacco, di Giacobbe. Nel senso che a Dio si può arrivare a lui solo tramite la fede, anche se la ragione offre un valido supporto.
  Il famoso argomento della scommessa, pur non essendo una dimostrazione dell’esistenza di Dio, rimane un serio invito ad abbracciare la fede in Dio. C’è tutto da guadagnare e niente da perdere!

Lo shock terribile di un incidente stradale. Oh se i pianti disperati delle mamme, dei papà, delle mogli, dei mariti potessero dare corpo alla speranza che che c'è in tutti: una vita che non finisce banalmente e inutilmente.
Lo shock terribile di un incidente stradale. Oh se i pianti disperati delle mamme, dei papà, delle mogli, dei mariti potessero dare corpo alla speranza che che c’è in tutti: una vita che non finisce banalmente e inutilmente.
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