Un santo a dorso di una mula

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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Un santo a dorso di una mula.

Insomma, Brochero sarebbe il Curato d’Ars argentino…». Così disse san Giovanni Paolo II, quando stava per dichiararlo venerabile nel 2004. Un vescovo gli stava descrivendo Brochero, e il Papa espresse con le parole l’esatto sentimento dei sacerdoti e vescovi argentini per il santo parroco. Sarà proclamato santo il prossimo 16 ottobre.
Brochero è stato un sacerdote che amava la sua gente, che voleva bene alla sua parrocchia e si prodigava per tutti e per ogni singolo parrocchiano. Un sacerdote che umilmente faceva il suo apostolato tra la gente camminando su una mula. E fu l’amore per il suo popolo a dargli gioia, forza e creatività apostolica.

♦ Padre José Gabriel Brochero (1840-1914), conosciuto come il Cura Brocher, un Santo col passo della mula. Il santo della pastorale, tanto caro a Papa Francesco, sarà canonizzato il 16 ottobre 2016.
Una frase e un gesto ce lo dipingono a tutto tondo. La sua frase programmatica: «Guai se il diavolo mi ruba un’anima!». Il gesto: una volta fu chiamato a visitare un malato. Sulla strada della fattoria trovò il fiume pericolosamente in piena, come spesso accade ai fiumi di montagna. Chiunque avrebbe fatto marcia indietro, ma il Cura Brochero mandò la mula avanti a sé e, aggrappandosi alla coda della mula — e a quella frase programmatica —, si tuffò in acqua e attraversò il fiume.
♦ L’inclinazione di Brochero era proprio quella del cuore del Padre: l’inclinazione a uscire a cercare i suoi figli. Tra la gente è rimasto vivo il detto: «Brochero andava dove lo chiamavano».
♦ Quando parlava ai preti, Brochero si mostrava particolarmente severo ed esigente riguardo alla maniera di trattare il popolo. Diceva loro: «Quanto più i vostri fedeli sono peccatori, rozzi o incivili, tanto più dovete trattarli con dolcezza e amabilità nel confessionale, dal pulpito e anche nel rapporto familiare. E se trovate qualcosa particolarmente difficile da affrontare, ditelo al curato, che sa bene come deve affrontarlo».
♦ E portava come esempio il suo mulo: «Non date calcioni (alle persone), ma fate come il mulo che si fa strada con l’anca». Brochero si riferiva al fatto che, quando un cavallo esce da un sentiero di montagna e rischia di precipitare, gli si affianca un buon mulo con un buon cavaliere, che lo riporta sul sentiero a forza di piccole spinte, urtandolo con l’anca.
Infatti, egli diceva, «il sacerdote che non prova molta compassione dei peccatori è un mezzo sacerdote. Questi stracci benedetti che porto addosso non sono essi che mi fanno sacerdote; se non porto nel mio petto la carità, non sono nemmeno cristiano».
(fonte: cf. Osservatore Romano, 23 settembre 2016)

Padre José Gabriel Brochero (1840-1914), conosciuto come il Cura Brocher, un Santo col passo della mula. Il santo della pastorale, tanto caro a Papa Francesco, il “Cura” Brochero, sarà canonizzato il 16 ottobre 2016 . Un sacerdote che umilmente faceva il suo apostolato tra la gente camminando su una mula.
Padre José Gabriel Brochero (1840-1914), conosciuto come il Cura Brocher, un Santo col passo della mula. Il santo della pastorale, tanto caro a Papa Francesco,  sarà canonizzato il 16 ottobre 2016 . Un sacerdote che umilmente faceva il suo apostolato tra la gente camminando su una mula.
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