Un Sinodo per aprire gli occhi

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

275a-Sinodo

Un Sinodo per aprire
gli occhi.

Il Sinodo sulla famiglia che oggi si chiude è stato come un aprire gli occhi della misericordia sulle tante miserie e sofferenze della famiglia in genere e di tante persone che vivono in situazioni “particolari”. Ma si devono aprire soprattutto “gli occhi della fede”. Perché avere paura di aprire i nostri occhi “ciechi” e i nostri cuori induriti? 

Dal vangelo di questa domenica, secondo Marco (Mc 10,46-52)
«In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada».

La guarigione del cieco di Gerico per noi è chiarissima: chi grida a Cristo Gesù, anche nella notte più oscura vedrà la luce, apportatrice di gioia e di speranza, perché egli è stato inviato dal Padre per dissipare le tenebre e rischiarare la via, egli è il mediatore perfetto tra la nostra fragile umanità e la grandezza di Dio.
L’evangelista Marco ci racconta la guarigione di Bartimeo, avvenuta poco prima che Gesù salisse a Gerusalemme per essere arrestato, condannato e messo a morte. Ottenuta la vista il cieco segue Gesù sulla via che lo conduce alla morte. Solo Cristo, luce del mondo, può offrire la risposta chiara e sicura ai tanti interrogativi che ci assillano anche in questo nostro tempo.
La guarigione del cieco di Gerico diventa un segno per tutti noi: è infatti l’illuminazione del discepolo che è “salvato” dalla fede e che segue Gesù. Anche noi, con il battesimo, siamo stati “illuminati”; ora con il dono della fede siamo capaci di vederlo nei sacramenti, nei fratelli e nella vita d’ogni giorno.
Il Sinodo sulla famiglia che oggi si chiude è stato come un aprire gli occhi della misericordia sulle tante miserie e sofferenze della famiglia in genere e di tante persone che vivono in situazioni “particolari”. Ma si devono aprire soprattutto “gli occhi della fede”: Dio Padre ci ha creati, Cristo Gesù ci ha redenti, lo Spirito Santo ci sostiene. Si può dubitare seriamente del loro amore per noi? Perché quindi, avere paura di aprire i nostri occhi “ciechi” e i nostri cuori induriti? O pretendere di vivere e risolvere i problemi della vita senza la luce necessaria del Vangelo?

Il Sinodo sulla famiglia che oggi si chiude è stato come un aprire gli occhi della misericordia sulle tante miserie e sofferenze della famiglia in genere e di tante persone che vivono in situazioni "particolari". Ma si devono aprire soprattutto "gli occhi della fede": Dio Padre ci ha creati, Cristo Gesù ci ha redenti, lo Spirito Santo ci sostiene. Si può dubitare seriamente del loro amore per noi?
Il Sinodo sulla famiglia che oggi si chiude è stato come un aprire gli occhi della misericordia sulle tante miserie e sofferenze della famiglia in genere e di tante persone che vivono in situazioni “particolari”. Ma si devono aprire soprattutto “gli occhi della fede”: Dio Padre ci ha creati, Cristo Gesù ci ha redenti, lo Spirito Santo ci sostiene. Si può dubitare seriamente del loro amore per noi?
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