Una casa per i padri separati

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Una casa per i padri separati.

Nella Diocesi di Albano è nata la casa di accoglienza per padri separati. La struttura è gestita dalla Caritas diocesana e dal 15 gennaio già ospita otto papà rimasti senza un’abitazione in seguito al divorzio o alla separazione. L’opera è frutto del Giubileo straordinario della misericordia.
Il vescovo Marcello Semeraro è fiducioso: “Insieme siamo una comunità di persone che in vario modo, con percorsi diversi e tempi differenziati, cammina verso il Dio che è misericordia e salvezza”.

Una casa per i papà separati, un luogo dove ricostruire il rapporto coi propri figli.
♦ È la casa di accoglienza Monsignor Dante Bernini, inaugurata lo scorso 13 gennaio in località Tor San Lorenzo di Ardea. Un’iniziativa della Diocesi di Albano, il progetto “Per essere ancora papà“, che nasce dall’insorgenza di una nuova necessità sociale: lo stato di difficoltà in cui alcuni uomini finiscono al momento della separazione.
♦ La bella struttura in riva al mare, offerta in comodato d’uso per sette anni dalle suore Pastorelle, può ospitare per un periodo di 6 mesi, prorogabili a 12, fino a 14 papà in camere singole con bagno. Ci sono poi camere dove i papà potranno stare nei giorni di “visita” insieme ai figli, sale comuni, una cappella.
Non si tratta solo di dare una stanza a persone in difficoltà. È qualcosa di più: è un servizio alla genitorialità. Perché i figli non divorziano».
Il vescovo, che è anche segretario del C9, il gruppo di cardinali che sta aiutando il Pontefice nella riforma della Curia, ha poi rivelato di aver parlato del progetto a papa Francesco. «Mi ha risposto incoraggiando: “Sei nel giusto”».

(fonte: varie dal web).

Il 13 gennaio scorso, il vescovo di Albano ha inaugurato a Tor San Lorenzo (Ardea) una casa di accoglienza per papà divorziati o separati, che vi possono incontrare anche i figli. La struttura è gestita dalla Caritas diocesana e, dal 15 gennaio, ospita otto papà rimasti senza un’abitazione in seguito al divorzio o alla separazione. L’opera è frutto del Giubileo straordinario della misericordia ed è un servizio alla genitorialità, perché i figli non divorziano.

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