Una emozione lunga 21 kilometri

un’esperienza che difficilmente si puo’ descrivere se non partecipando

L’Atletica San Costantino Calabra alla ROMAOSTIA domenica 3 marzo 2013.

SanCostantinoCalabraRomanaostiaPartecipare ad una mezza maratona con 13.000 partecipanti è qualcosa di piu’ di una semplice emozione, è un’esperienza che difficilmente si puo’ descrivere se non partecipando in prima persona. In una gara c’è tutto: la fatica, il sudore, gli allenamenti con la pioggia battente, con il freddo, le ripetute, gli allunghi e le lunghe uscite domenicali che sembrano non finire mai.
Solo chi corre sa quanto impegno e volontà bisogna mettere nella preparazione di una mezza maratona, così come gli atleti della asd Atletica San Costantino Calabro, Elisabetta Grasso, Loredana Barbuto, Sara Deluca, Tonino Panuccio, Raffaele Mancuso, Nicola Valente, Rocco Lico, Filippo Gasparro, Alessandro Mesiano che hanno raggiunto la Capitale per prendere parte alla magica emozione della Roma Ostia. Nessuno lo fa per arrivare primo, tutti lo fanno per arrivare al traguardo con il sorriso stampato sul volto, anche se stravolti, per migliorarsi. Alcuni lo fanno semplicemente per stare meglio, perché la corsa regala emozioni e momenti magici. Quando ci si trova nel lungo fiume di persone che percorrono il rettilineo che porta al mare di Ostia c’è spazio per tutto, competizione, divertimento, qualche parola scambiata con chi corre a fianco e la voglia di tornare a casa con la tanta agognata medaglia, capire negli ultimi kilometri di poter davvero tagliare il traguardo con le braccia al cielo e scoppiare in una gioia incontrollabile. La Roma Ostia non è stata solo una gara, ma il risultato dei tanti sacrifici, degli sforzi, della costanza che gli atleti si sforzano di mantenere per diverse settimane. La sera prima si dorme poco, l’eccitazione della gara si fa sentire ed è difficile chiudere gli occhi senza pensare a come sarà la mattina dopo. Tutti hanno in testa la propria gara, il ritmo da tenere, e quando si corre, kilometro dopo kilometro si fa ogni genere di calcolo e previsione. Tredicimila modi diversi di correre una mezza maratona che diventano uno solo al momento della partenza. In fondo bisogna solo allacciare le scarpe, fare un respiro profondo e gettarsi nella mischia, ogni sforzo verrà ripagato e restituito all’ennesima potenza. Perché nonostante le differenze, le abitudini, le paure e le diverse emozioni, ognuno correrà contro l’avversario che cerca di sconfiggere da sempre: se stesso. E non lo farà per diventare un runner più veloce, ma semplicemente un runner migliore.
Raffaele Mancuso (presidente Asd Atletica San Costantino)

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