Una sistematica aspra polemica con vendetta

Riceviamo e pubblichiamo

“La comunità, per nulla affascinata da questa stucchevole diatriba, invoca una svolta per la città”

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Assistiamo con sistematica frequenza ad una aspra polemica politica tra il sindaco di Tropea ed alcuni esponenti di rilievo della vecchia compagine amministrativa, sostituitisi di fatto e a pieno diritto all’opposizione ormai sostanzialmente associata alla maggioranza in virtù di un patto consociativo finalizzato ad un futuro prossimo inciucio. Spesso, però, si beccano sul nulla e riescono finanche a polemizzare sulle più amene banalità trascurando il necessario, ancorché acceso, confronto sulle problematiche reali della città, su come affrontarle e sulle grandi iniziative da intraprendere per far uscire Tropea dal degrado socio-politico e culturale in cui da tempo è stata indotta.
La comunità, per nulla affascinata da questa stucchevole diatriba, invoca una svolta per la città perché non basta più una politica dell’ordinario, serve un grande sforzo di fantasia e di intelligenza che ne cambi il volto e, in primis,la creazione di un tavolo di emergenza per far sviluppare Tropea, integrandola con il comprensorio e con l’intera Regione. L’intento è anche quello di mettere in risalto tutti gli aspetti socio-politici che la caratterizzano, quelli positivi e quelli negativi, e le iniziative ad esse correlate al fine di sensibilizzare i cittadini,le forze politiche e sociali sull’attività di una gestione politico-amministrativa non sempre rispondente alle reali esigenze e alle aspettative dei tropeani.
E’ ormai arcinoto che Tropea è una delle mete di villeggiatura più ambite in Italia ed è visitata ogni anno anche da molti turisti stranieri. Posta nel cuore della Calabria, l’antica e storica cittadina, arrampicata sulle alte rocce, si specchia superba in un mare di colore smeraldo, geloso dei suoi immutabili riflessi. Oltre alle sue doti naturali, Tropea non può tuttavia vantare di essere un centro turistico qualificato e preparato ad accogliere migliaia di ospiti in arrivo che non intendono vivere solo di mare, sole, pizze e gelati, ma desiderano contestualmente trascorrere il loro tempo libero in modo più costruttivo e intelligente.
Mancano programmi interessanti che riguardano la cultura in tutti i suoi aspetti, il folcklore, gli interscambi e i confronti professionale, manca la spinta al risveglio di una coscienza umana e sociale più disponibile in tutte quelle esigenze che il nostro tempo richiede, manca soprattutto la presenza di un ospedale, atteso che quello esistente è ormai ridotto a vero lazzaretto. Con dispiacere e dolore si avverte che quel che è rimasto del nosocomio è mal funzionante e vergognosamente disorganizzato ed offre all’utenza servizi paragonabili ad una struttura da terzo mondo, assolutamente lontana dai canoni di un paese civile.
Anzicchè somministrare retorica e populismo di basso profilo, perchè gli amministratori,  forti anche del ruolo che rivestono all’interno della sanità, non avallano iniziative analoghe a quelle promosse dagli amministratori della Locride e di Trebisacce che, alla testa dei loro concittadini, a brutto muso, hanno già costretto il gota politico e sanitario regionale, non solo a tenere aperti i rispettivi ospedali, ma anche a rimodularli sulla base e alla ricerca dell’ottimizzazione del rapporto tra sanità ospedaliera e sanità territoriale, al fine di mantenere un sufficiente livello di decentramento territoriale e al tempo stesso razionalizzare le risorse in un rapporto equilibrato tra un “centro” a cui competono le prestazioni altamente specialistiche ed una “periferia” che deve farsi carico delle prestazioni di base, assicurando e garantendo nel contempo la tutela della salute dei cittadini.
Ci vogliono fatti e non solo sogni e speranze, programmi concreti quali ci si aspetta da un qualsiasi centro con ambizioni turistiche, altro che sterili polemiche che possono accontentare solo i gonzi e gli sprovveduti.
Un altro aspetto da non trascurare riguarda il cittadino di Tropea costretto all’apatica solitudine invernale e, viceversa, coinvolto da un turismo estivo frettoloso e caotico che si concentra tutto in pochi mesi, con innegabili vantaggi economici che ne derivano,ma anche con il rovescio della medaglia rappresentato dai disagi in termine di ordine, spazio, viabilità e così via. Un corta e frenetica stagione che si stempera ben presto nella consueta e monotona vita di una cittadina di provincia, non solo carente di stimoli culturali, ma persino priva di quelle strutture essenziali per un modello di civiltà moderna: cinema, teatro, parchi e luoghi idonei ad incontri culturali, di animazione e di aggregazione. E a tal proposito sarebbe interessante rilevare quali siano le esigenze più significative: una maggiore cura del territorio, delle spiagge in particolare, incontri d’arte e competizioni sportive, meeting di musica varia, una valorizzazione più convinta dell’ambiente naturale circostante che possa coinvolgere i visitatori inducendoli ad entrare nell’anima stessa delle tradizioni.
Dalla storia al costume,dai prodotti locali alla gustosa cucina calabrese, ma non solo questo. In uno splendido panorama verde e rigoglioso scoprire luoghi suggestivi e caratteristici come Zungri con le sue antiche grotte medievali, l’imponente affaccio di Capo Vaticano avvolto nel mistero delle sue antiche leggende, l’altopiano di Monte Poro punteggiato da verdi campagne in testimonianza della sua tradizionale economia agricola con prodotti di eccellenza, come il pecorino e la nduja di Spilinga, e tanti altri luoghi pervasi da un sottile fascino, a volte intimo e discreto, a volte aspro e selvaggio.
E’ ormai arrivato il momento di mettere da parte le sterili polemiche e gli insulsi protagonismi e cominciare a volare alto se si vuole amministrare non già secondo le vecchie logiche stantie,ma in funzione di obbiettivi ben precisi, in sintonia con le esigenze della società. E’ questo il progetto ed un modo concreto di proporsi rispetto all’oggi e al domani, nella coscienza del senso del cammino percorso in direzione di orizzonti chiari.
Spetta dunque ai sindaci del comprensorio di Tropea allestire un programma completo e coordinato, rivolto soprattutto a migliorare l’offerta turistica esistente, non limitando l’orizzonte ai confini del proprio territorio di competenza,ma allargando spazi e opportunità con forme di collaborazione e integrazione a tutto vantaggio dei paesi interessati.
Collegamenti fra i vari centri balneari, organizzazioni di tours ed escursioni, offerta diversificata resa possibile dalla valorizzazione dei diversi elementi presenti nella zona: il mare,la collina,il monte, la campagna, l’arte, le tradizioni, l’artigianato, la cucina,il paesaggio, ecc…
Solo così Tropea potrà vantare di essere la meta giusta per tutti quei turisti che desiderano,per la loro vacanza, “quella marcia in più”, quella sorta di valore aggiunto per la cui ricerca sempre più spesso si tende ad uscire dai confini regionali.
Questo lembo di Magna Grecia può davvero far nascere in chiunque il desiderio non solo di ritornare,ma anche di decantare la Calabria e la stupenda Tropea, pronta così ad un turismo per ogni stagione. Per il resto, c’è posto solo per qualche successo sporadico, contingente, ma senza alcuna sintonia con la società tropeana, soprattutto con la storia che, occorre ricordarlo, si vendica ineluttabilmente. E la nemesi infatti è sempre in agguato!

DR. Tino Mazzitelli (Ex Direttore Sanitario P.O. Tropea)

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