Una Via Crucis per essere liberati dal male

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Una Via Crucis per essere liberati dal male.

Nel momento molto grave creatosi in Siria a seguito del bombardamento dei missili americani inviati a punire l’uso della guerra chimica, si potrebbe anche pregare una Via Crucis. Servirà? Quante forme di Via Crucis stanno inventando i cattolici per rivivere i vari drammi della umanità e riparare al male fatto dall’uomo stesso.
A Roma ieri sera si è tenuta la terza edizione della Via Crucis contro la tratta e la prostituzione.
In un piccolo centro del Sud, a Tropea (VV),  ieri mattina il Centro di Solidarietà “Don Mottola” ha celebrato con i ragazzi diversamente abili di varie fasce di età, una via crucis partecipata anche dai bambini e ragazzi delle scuole primarie non solo per una esperienza spirituale, ma anche per una migliore integrazione nella società.

Roma – Sono più di centomila le donne straniere costrette a prostituirsi in Italia. Hanno tra i 15 e i 25 anni e sono soprattutto nigeriane, romene, albanesi, cinesi e sudamericane. Attratte dalla speranza di una vita migliore, cadono nella rete della tratta finendo sulle strade della periferia oppure nascoste per anni nel sottoscala di qualche nightclub.
♦ È a loro che è stata dedicata la Via Crucis «Per le donne crocifisse», giunta alla terza edizione, celebrata ieri sera, venerdì, a Roma, alle ore 19.30 presso il ponte Settimia Spizzichino, alla Garbatella.
L’iniziativa — promossa dall’associazione Comunità Papa Giovanni XXIIIi e dalla diocesi di Roma — si è snodata attraverso sette stazioni e si è conclusa all’interno della chiesa di Santa Francesca Romana. E’ stata ascoltata la testimonianza diretta di ragazze che hanno vissuto sulla propria pelle la condizione di schiavitù.
♦ A loro era andato il pensiero del Papa durante l’udienza generale di mercoledì scorso: «Saluto la Comunità Papa Giovanni XXIII e, mentre esorto a continuare l’opera in favore di ragazze sottratte alla prostituzione, invito i romani a partecipare alla via crucis per le donne crocifisse che avrà luogo venerdì 7 aprile alla Garbatella».
Giovanni Paolo Ramonda, presidente dell’associazione, ha ringraziato il Pontefice «per le parole di incoraggiamento e l’invito a partecipare alla via crucis per le donne crocifisse. L’attenzione per questa piaga sociale ci incoraggia a proseguire con maggiore impegno la liberazione delle ragazze».

♦ A Tropea (VV) ieri mattina si è tenuta la Via Crucis dei disabili del “Centro Don Francesco Mottola” accompagnati dalle mamme e dai Volontari del Centro con una cornice vivace di bambini e ragazzi della scuola primaria.
♦ Celebrare una via crucis può risultare fin troppo facile. Più difficile è camminare nelle vie di questo mondo portando la croce dietro Gesù. E questo lo sperimentano continuamente i genitori dei disabili e i Volontari che li seguono.
Ciò significa che occorre portare le tribolazioni della vita con fede, unendole alla passione di Gesù. Le proprie forze non bastano e allora bisogna chiedere aiuto a Cristo, venuto a salvarci, prendendo su di sé le nostre sofferenze: “Gesù, amore misericordioso, tu sei l’unico che mi può comprendere; dammi la mano, rivolgi a me il tuo sguardo d’amore, stammi vicino, salvami!”

Nel momento molto grave creatosi in Siria a seguito del bombardamento dei missili americani inviati a punire l’uso della guerra chimica, si potrebbe anche pregare una Via Crucis. Servirà? Quante forme di Via Crucis stanno inventando i cattolici per rivivere i vari drammi della umanità e riparare al male fatto dall’uomo stesso. – Via Cruci a Roma (donne crocifisse e schiavizzate) e Via Crucis a Tropea (VV) con i disabili del Centro Solidarietà “Don Mottola”.
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