Usura ed estorsioni

Uno di loro è ancora ricercato

I nomi degli arrestati

La morsa dell’usura sui commercianti partiva da Lamezia Terme per arrivare fino alla costa vibonese, con tassi usurai tra il 150% ed il 250% che arrivavano, in alcuni casi, fino al 600%. Questo è ciò che ha accertato la Procura di Lamezia Terme, che ha portato a termine oggi, insieme a carabinieri e GdF, l’operazione in cui sono stati arrestati, stamane, 13 uomini residenti tra Lamezia, Vibo Valentia, Zambrone e Briatico, entrambe in provincia di Vibo.
I casi di usura accertati sono stati almeno 20. L’imputazione per estorsione deriva dal fatto che le vittime sono state minacciate ed anche picchiate. A volte i commercianti sono stati costretti a cedere la loro attività. Il giro d’affari di questa organizzazione è stato quantificato in tre milioni di euro. Delle 13 persone arrestate otto sono finite in carcere e cinque ai domiciliari. Le ordinanze di custodia cautelare, convalidate dal gip Elio Romano, sono state disposte per i lametini Vincenzino Lo Scavo, di 52 anni, e Carlo Stranges (35 anni) e per i vibonesi Pasquale Loiacono (78 anni), Domenico Nicola Fortunato Piccolo (42 anni), Antonio Carlo Varone (40 anni), Carlo Russo (31 anni), Gregorio Lo Iacono (51 anni), Gabriele Bombai (39 anni). Agli arresti domiciliari, invece, sono finiti Vincenzo Perri (34 anni), Angelo Torcasio (26), Francesco Muraca (52 anni), Luigi Stranges (60) e Saverio Antonio Stranges (40 anni).
Un’altra persona contro la quale è stata emessa ordinanza di custodia cautelare risulta irreperibile. I carabinieri hanno anche posto sotto sequestro alcuni assegni per un valore di oltre 200mila euro.

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