Vallone richiama la minoranza

Il sindaco non accetta lezioni dai propri predecessori.

Il primo cittadino è convinto che non bisogna mentire alla gente e rischiare il divieto di balneazione, ma denunciare e agire per il bene della città.

Il sindaco di Tropea Gaetano Vallone.

Le critiche mosse dall’opposizione nei confronti del sindaco Vallone in merito al problema depurazione hanno generato la pronta risposta del primo cittadino, a detta del quale «la nota di Adolfo Repice apparsa sulla Gazzetta del Sud 13.03.2012 secondo la quale il sottoscritto e la sua squadra “stanno rovinando l’immagine di Tropea” farebbe ridere anche i polli se non venisse da un “signore” che per sedici mesi, purtroppo, ha “guidato” le sorti della nostra città».
Il primo cittadino punta il dito contro il capo dell’opposizione, colpevole, a suo dire, di aver «”risolto” il problema del Porto, delle finanze comunali, dei parcheggi, per i quali, com’è noto, se ne sta occupando la Magistratura, dei lavoratori LSU, delle feste senza impegno di spesa, degli uffici comunali, delle Scuole, della interpretazione del T.U. a propria immagine e somiglianza».
A detta di Vallone «aver posto l’accento su un problema che abbiamo ereditato il 4 agosto 2011, quello della depurazione, che, se sciaguratamente non venisse risolto, creerebbe un serio danno alla città e all’economia, è segno di grande responsabilità amministrativa».
«I problemi del depuratore di località Argani – continua Vallone -, creati e lasciati incancrenire per anni non possono essere risolti con le sole nostre forze. Occorre un intervento Regionale immediato e improcrastinabile così come abbiamo già sottolineato ai dirigenti della Regione». Inoltre il sindaco ci tiene a «ricordare al Repice, evidentemente smemorato, che nel 2010 e nel 2011, dai banchi della opposizione abbiamo chiesto più volte con una serie di interrogazioni, quale fosse lo stato della depurazione e degli impianti; ci venne risposto che tutto “andava bene”».
Il leader di “Uniti per la Rinascita” ritiene, inoltre, di non poter «ingannare cittadini e turisti, come qualcun altro ha fatto, dicendo loro che è tutto a posto e che tutto funziona a meraviglia quando si rischia il divieto di balneazione per il mancato funzionamento di quel depuratore».
Alla luce di queste considerazioni, Vallone dice di non aver «bisogno dei consigli di Adolfo Repice per guidare questa città. E assicuriamo lo stesso che la città non ha bisogno delle sue tesi e delle sue parole. La città ha già vissuto e vive sulla propria pelle i danni che l’Amministrazione Repice ha prodotto e che noi stiamo cercando di riparare. Sappiamo molto bene qual è il nostro compito,cosa occorre fare e come portare a termine il compito che ci è stato affidato».
Per finire il sindaco precisa che non aspetterà che il divieto di balneazione venga emanato «in piena estate, a danno del territorio di Tropea e di tutta l’economia turistica del vibonese».

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