Vengo a cena da te

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

177a-cenaVengo a cena da te.

I gesti religiosi fatti durante le liturgie sono affascinanti e dicono molto alla sensibilità dell’uomo di oggi. Ma c’è il rischio che i gesti, per quanto belli, si fermino alla pura formalità senza coinvolgere il cuore. Questa piccola storia è indicativa.

* * * 

In un programma della Radio Vaticana guidato da Franca Salerno, si proponeva ogni settimana il solito quesito “Come vi sareste comportati voi ?”  Ed ecco un caso che avrebbe fatto la gioia dello scrittore Giovannino Guareschi (quello di don Camillo e Peppone).
Un distinto signore, trovandosi in una chiesa romana, durante la Messa vespertina si sentì invitato dal sacerdote a “scambiare un segno di pace” col proprio vicino di banco, prima della comunione.
Il vicino era un barbone, molto male in arnese, il quale, appena si sentì stringere la mano dal signore in questione, fissandolo negli occhi, con un sorriso beato, disse:
– Questa sera vengo a cena da te.
Il signore rimase piuttosto interdetto e, mentre la messa volgeva al termine rifletteva ansiosamente se gli convenisse o no portarsi a casa il barbone, ed era assai imbarazzato. Tanto che quando costui incalzò ripetendogli: “Allora vengo a cena a casa tua?” rispose turbato:
– Beh… bisogna vedere: io non ti conosco capisci…..
Ribatté stupendamente il barbone:
– Ma se non mi conosci, perché mi hai stretto la mano?

*♥*♥* E voi come vi sareste comportati? – La fede senza le opere è morta (San Giacomo).

Le sacre liturgie sono affascinanti e dicono molto alla sensibilità dell'uomo di oggi. Ma c'è il rischio che bell si fermino alla pura formalità senza coinvolgere il cuore. Ci vogliono anche le opere!
Le sacre liturgie sono affascinanti e dicono molto alla sensibilità dell’uomo di oggi. Ma c’è il rischio che bell si fermino alla pura formalità senza coinvolgere il cuore. Ci vogliono anche le opere!
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