Verso l’Antico sentiero

Percorsi di cultura

Gli itinerari dell’associazione di Gasponi

«Siamo un gruppo di persone con la passione per il trekking e con a cuore il rispetto della natura, proprio per questo abbiamo deciso di organizzare un percorso storico-naturalistico-gastronomico per coinvolgere tutta la gente che condivide i nostri interessi». Così si descrivono i componenti dell’associazione “Antico Sentiero”, Katrin Wosnitzka, Leonardo Loiacono presidente del gruppo, Francesco Loiacono conosciuto come Paceco, Michele Pungitore, Enzo Taccone e Domenico Loiacono. Nata qualche anno fa per sensibilizzare la gente al rispetto della natura, per far riscoprire luoghi di particolare interesse naturalistico e antichi sapori legati alla gastronomia locale, l’associazione ha sede a Gasponi. «Attraverso la nostra escursione – dice Francesco Loiacono, guida escursionistica del gruppo e assistente della Croce Rossa – molte persone potranno visitare luoghi di incomparabile bellezza. Il percorso si snoda per sette chilometri con partenza dal Castello Galluppi di Caria – spiega Loiacono – attraversando il centro storico del paese si raggiunge, un piccolo sentiero, detto appunto “antico sentiero”, ci si incammina pian piano per raggiungere un torrente, la fiumara della Ruffa, di particolare interesse e bellezza anche perché si riscontrano le colonie della felce tropicale termofila dell’era Terziaria: la “Woodwardia radicans”». Straordinaria nel suo genere è considerata uno dei più antichi relitti preglaciali del Terziario, un periodo durante il quale la felce era molto diffusa in Europa e nel Mediterraneo. Questa felce è studiata e analizzata da molti studiosi della natura così come tutta questa area dove si può riscontrare una vegetazione varia e una fauna diversificata. Una volta a valle la fiumara viene attraversata sia a destra che a sinistra da ponticelli costruiti con materiali del luogo. «Dopo aver visitato i resti di una antico mulino risalente al XVIII secolo e aver ammirato la vegetazione – continua Francesco Loiacono – ci si incammina verso una tipica masseria calabrese, “la fattoria di Leo”, ricca di cavalli, tacchini, appositamente adibita ad ospitare gli escursionisti. Qui gli ospiti degusteranno un pranzo a base di prodotti locali, come la famosa sujaca di Caria, la ‘nduja di Spilinga e il formaggio del Poro. L’organizzazione è curata nei minimi particolari: distribuzione acqua minerale alla partenza, consegna mappa del percorso e assistenza medica. Il nostro intento è far riscoprire le nostre antiche tradizioni – conclude – far conoscere a tutti i nostri splendidi paesaggi, questo percorso, permette di far conoscere una parte della Calabria che altrimenti è veramente impossibile scoprire da soli».

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