Verso quale turismo?

In crescita il numero dei villeggianti in Calabria

Alcune scelte che potrebbero penalizzare l’immagine di località particolari

Tropea, alba sul porto – foto Domenico La Torre

Il numero del traffico passeggeri e delle presenze in generale danno ragione alle politiche turistiche dell’assessorato regionale. Vanno però riviste alcune scelte che potrebbero penalizzare l’immagine di località particolari.
L’assessorato per il turismo della Regione ha deciso di dare continuità alla campagna promozionale degli anni passati, adottando anche per l’estate ’98 lo slogan: “Calabria: Mediterraneo da scoprire”.
Pur essendo efficace e ricco di fascino, tale marchio appare oggi riduttivo, soprattutto per quelle località ormai ‘scoperte’ dal popolo vacanziero, che dovrebbero staccarsi dalle campagne pubblicitarie generali, e cercare di ottenere una propria ‘visibilità’ all’interno del panorama turistico nazionale e internazionale. Ciò può essere ottenuto in vari modi.
Sarebbe importante innanzitutto entrare in Internet, operazione a basso costo che, se ben fatta, consentirebbe di far conoscere al mondo intero le particolari caratteristiche (con foto, articoli, ecc.) e i dettagli dell’offerta turistica (alberghi, trasporti, ecc.) di ogni singola località. Un altro passo potrebbe essere l’organizzazione di qualche importante manifestazione culturale o sportiva, qualcosa che diventi un appuntamento fisso e che calamiti l’attenzione dei media e di qualche sponsor. Più semplicemente si potrebbe ospitare qualche manifestazione itinerante ( ad esempio lo ‘streetball challenge’ dell’adidas , che nel maggio scorso ha radunato a Reggio Calabria oltre 3000 giovani). Si potrebbe infine lanciare un nuovo slogan, magari coinvolgendo le scuole.
Con l’abbattimento delle frontiere, nel clima di generale ripresa economica che l’Europa sta attraversando, l’industria turistica è attesa ad un vero e proprio boom a cui non bisogna farsi trovare impreparati. Negli ultimi cinque anni, c’è stata infatti una crescita di presenze straniere del 18.2% rispetto al precedente quinquennio, percentuale destinata ad incrementare ulteriormente nel prossimo futuro.
E’ importante, in quest’ottica, migliorare l’efficienza dei trasporti e delle vie di comunicazione, ad oggi uno dei principali ostacoli al definitivo decollo turistico della Calabria.
Ottimi risultati ha dato l’esperimento della scorsa estate, che consentiva di viaggiare in treno gratuitamente in alcune tratte, incoraggiando il turista a visitare diversi luoghi da valorizzare.
Negli ultimi tre anni il traffico passeggeri è stato di 500mila persone nell’aeroporto di Lamezia, 380mila in quello di Reggio Calabria e 20mila in quello di Crotone. Tali cifre, pur essendo tutt’altro che disprezzabili, vanno assolutamente incrementate nel prossimo futuro.
E’ importante, comunque, che la Calabria promuova la propria immagine, e valorizzi le eccezionali risorse naturali che possiede, affiancandogli strutture di primo livello.
Il suo turismo è principalmente di tipo balneare, ed è orientato soprattutto verso le località minori. Ma è anche vero che, negli altri campi, l’offerta turistica è carente (discoteche, strutture sportive, manifestazioni, ecc.), o poco pubblicizzata (musei, parchi naturali, ecc.). Bisogna valorizzare il patrimonio esistente riscoprendo luoghi che il grande pubblico ancora ignora, come l’oasi naturale dell’Angitola, o il Parco Nazionale nella piccola Sila; ed operare una programmazione seria che crei nuove attrazioni e vada incontro alle nuove tendenze (agriturismo, ecc.), senza sciupare le risorse esistenti.
Dai dati Istat risulta risulta che, nel 1995, i 4802 alberghi della Calabria hanno registrato una presenza di 3.065.995 turisti. Di questi ben 465.000 nella sola provincia di Vibo Valentia. Il maggiore concentramento è, da oltre dieci anni, nella costa di Italo, da Briatico a Capo Vaticano, con al centro Tropea.

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