Vietato snobbare Drapia

Lettera del presidente della Pro Loco Matteo Aiello

Non è stata citata sui manifesti di un importante convegno

Aiello Matteo Presidente ProLoco Drapia – foto Vallone

Riceviamo e pubblichiamo una lettera del presidente della Pro loco di Drapia Matteo Aiello. Nella missiva, che riportiamo integralmente in corsivo qui di seguito, Aiello punta il dito contro gli organizzatori dell’incontro politico organizzato al teatro La Pace di Drapia per la settimana prossima. All’incontro, al quale Aiello riconosce la grande importanza, saranno presenti illustri personaggi del panorama politico regionale, e rappresenterà un’occasione per parlare di alcune tematiche molto attuali in Calabria.

DI MATTEO AIELLO
(PRESIDENTE PRO LOCO DRAPIA)

Ho appreso da pochi giorni che a Tropea, presso il teatro “la Pace”, si terrà un incontro politico- culturale molto importante sia per i temi da trattare che per le personalità presenti. La notizia ha destato in me un moto di stupore ed indignazione, scaturiti non solo dalla mancata menzione del comune dove effettivamente si trova il teatro ma dalla implicita attribuzione di una così importante struttura al territorio tropeano. Mi corre perciò l’obbligo, di segnalare agli organizzatori dell’evento e alle personalità che in quella occasione interverranno, che il Teatro “la Pace ” si trova nel comune di Drapia!! Pur specificando che il teatro è una risorsa che porta lustro all’intera provincia, non posso far altro che oppormi a questa mancanza che non può essere giustificata dalla volontà di sfruttare l’immagine di Tropea. Dimenticarsi dell’esistenza di Drapia, ignorandola totalmente, “snobbandola” non è certo una scelta saggia per quegli stessi politici che fra qualche mese, in prossimità delle consultazioni elettorali, giungeranno nel nostro territorio a chiedere il nostro voto. In quella circostanza, sono certo che si ricorderanno dell’esistenza di questo piccolo comune. Io mi onoro di presiedere e rappresentare la neonata Pro loco di Drapia, “strumento” indispensabile per contribuire fattivamente allo sviluppo turistico e culturale di tutto il comune ma in questa occasione desidero intervenire in qualità di singolo cittadino, orgoglioso di vivere in un territorio ricco di storia e cultura, che ha dato i natali a illustri personalità. Mi preme altresì sottolineare che Drapia e la sua Pro loco, vogliono essere al fianco di Tropea per dare ulteriore sostegno a questa città magnifica non con la volontà di vivere della sua luce riflessa ma con l’impegno di offrire le proprie ricchezze, storiche, paesaggistiche, sociali in una collaborazione positiva ma senza minare la nostra identità e autonomia in una semplicistica opera di aggregazione di due diversità. Rispettare le diversità, le sfaccettature, le sfumature, significa infatti aver compreso e individuato la vera essenza della Calabria, un territorio variegato, con storie diverse, differenti tradizioni ma nel contempo unito dall’appartenenza alla stessa terra. Condivido la citazione accostata alla presentazione della manifestazione drapiese in relazione al “darsi da fare” per liberarsi della povertà. Noi cittadini di Drapia abbiamo voglia di crescere, la nostra è una sete di sviluppo che non si concretizza in una statica attesa di qualche favore frutto di una politica assistenzialista ma si esprime nell’impegno civile, nella cittadinanza attiva e in quei valori positivi che hanno portato questa comunità a raggiungere importanti traguardi, non ultimo quello di unirsi nella creazione della associazione pro loco. Mi auguro perciò che in futuro si evitino tali inconvenienti ricordando il sempre attuale detto: “dare a Cesare ciò che è di Cesare”.

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Redazione
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5 thoughts on “Vietato snobbare Drapia”

  1. è bello discutere e confrontarsi ma il confronto è positivo solo se “parti” presentano delle argomentazioni valide e frutto di una seria e attenta informazione. Tralasciando perciò gli errori grammaticali o quelli relativi al nome del proprio interlocutore (già emblematici di una superficialità latente)mi corre l’obbligo di invitare a leggere attentmente il contributo su cui stiamo discutendo soprattutto nella parte in cui si apostrofa Tropea “una città magnifica” e ci si impegna ad “offrire le proprie ricchezze […] in una collaborazione positiva”. Mi pare abbastanza chiaro il concetto, se poi si ha l’esigenza di porre le famigerate fette di prosciutto davanti agli occhi riuscendo a stravolgere delle affermazioni palesemente filo-tropeane in slogan neo-secessionisti, allora la discussione si atrofizza.

  2. Sig. Franco siamo assolutamente orgogliosi di essere vicini a Tropea, ma spero sarà d’accordo con me che un territorio forte rafforza Tropea, un territorio ignorato blocca lo sviluppo di Tropea.

  3. Sig. Matteo Arena,
    il commento che precede il mio è come se mi avesse anticipato in quello che volevo scrivere da alcune ore in risposta a questa sua missiva. Il suo campamilismo emerge in tutta la sua evidenza, anche se ha cercato in qualche modo di celarlo. Il nome di Tropea è servito e serve a tutta la costa degli dei per il decollo turistico. Questo non si può negare. Drapia è una città e un territorio meraviglioso e mi rincresce davvero molto che debba essere proprio io, di famiglia Drapiese da generazioni a doverLa riprendere. Da presidente della neo-proloco di Drapia faccia levare dagli elenchi telefonici degli alberghi il nome di Tropea alle strutture di Drapia. Scrivano solo Drapia e siano inseriti nella sola città di Drapia e non in quella di Tropea. Idem dicasi per i depliand. Non si può di certo rimproverare questa cosa a chi ha organizzato l’evento, omettendo di inserire Drapia. Tanto chi viene all’evento sa di essere nel territorio drapiese. Il suo risentimento è pertanto fuoriluogo. Drapia di suo ha una ricchezza, che solo il contatto e la vicinanza con il nome di Tropea possono valorizzare. Caria, da cui lei viene, ha il castello di un noto tropeano. Idem dicasi di altri tropeani illustri. Non facciamo campanilismo per favore e riconosciamo a Tropea quello che è stata nello sviluppo del turismo. Se Tropea tira tutto il terriotorio tira.

  4. mi trovavo a fare il militare a caserta e un mio commilitone mi chiedeva di dove venivo, alla mia risposta (tropea) lui mi diceva che in caserma c’era un altro ragazzo di tropea felicissimo di saperlo gli dissi di portarmi da lui quando lo vidi non lo conoscevo e gli dissi scusa ma tu non sei di tropea lui un po imbarazzato mi rispose che era di drapia. ma se non sbaglio nei depliant del villaggio non mettono le immagini di tropea il mare e come nome villaggio hotel la pace tropea quindi sono gli altri che vogliono sfruttare l’immaggine di tropea e dovreste essere orgogliosi di avere tropea vicino almeno un po conosciuti siete diventati pure voi grazie

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