Vivere con Gesù la Settimana Santa

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Vivere con Gesù la Settimana Santa.

Con la Domenica delle Palme si entra nella Grande Settimana, la Settimana Santa. Una settimana da vivere vicino a Gesù, negli ultimi avvenimenti della sua vita terrena (passione, morte in croce) per entrare nella gloria della Risurrezione. Il “guadagno” spiritale che ne deriverà è incommensurabile; e più fede e amore ci metteremo, e più consolazione riceveremo, perché il Signore risponde all’amore. E come!

Vangelo di questa domenica (Mt 21,1-11)
♦ Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”».
♦ I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada.
♦ La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
♦ Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».

Vivere la settimana Santa
L’entrata di Gesù nella città santa, Gerusalemme, assume, per esplicita iniziativa del Maestro divino il segno di una pubblica manifestazione della sua regalità messianica di fronte ai discepoli, alle folle e agli avversari. Gesù è nato per compiere gli eventi di cui noi facciamo memoria nella Settimana Santa. In essi, infatti, Gesù rivela l’amore di Dio e nello stesso tempo il mistero della nostra vita che ci è stata data per essere donata.
I riti della Settimana Santa sono i più antichi e i più importanti di tutto l’anno liturgico.
La Domenica delle Palme celebra l’ingresso di Gesù in quella Gerusalemme, e fa entrare anche noi non tanto in Gerusalemme, quanto nella celebrazione degli eventi lì accaduti: la passione e la morte di Gesù. La liturgia ci propone l’ascolto del racconto intero della passione secondo Matteo, così da avere uno sguardo sul mistero della Croce, sul mistero di colui che «umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce».

Giovedì santo – A Gerusalemme, nella sua ultima Cena, il Signore istituirà l’Eucaristia, il sacramento che renderà presente in ogni tempo il sacrificio della croce che si compirà il giorno dopo. Nel segno del pane spezzato, (l’eucaristia) Gesù anticipa il suo sacrificio sulla croce.

Venerdì santo – la memoria del grande sacrificio offerto da Cristo per “attirare tutti a sé” ed offrire a tutti l’infinita misericordia di Dio.

Sabato santo, infine, nella Veglia pasquale (origine di tutte le domeniche), si rinnova quel Battesimo che ci fa partecipi della croce di Cristo, cioè della vita donata per amore, per essere un giorno partecipi anche della sua gloria.

♦ A questi momenti fondamentali del culto cristiano, la pietà popolare, nel corso dei secoli, ha aggiunto altre espressioni di fede:

  • la visita all’Eucaristia nelle diverse chiese il Giovedì santo (una volta si chiamava “visita dei sepolcri”);
  • la Via Crucis nel Venerdì santo;
  • processioni e formule di preghiera che fanno memoria della passione, morte e risurrezione di Gesù, come pure delle sofferenze della Vergine Maria…

Tutte queste devozioni sono complementari, cioè hanno un senso pieno se si aggiungono ai riti liturgici della Chiesa. Diversamente sarebbe come accumulare un ricco arredamento senza avere la casa.

Non ci resta che viverla, la settimana santa. Nella morte di Gesù, il Figlio obbediente, risorgeremo e riceveremo una vita nuova.

Domenica delle Palme e Domenica della Passione – Oggi l’entrata messianica di Gesù in Gerusalemme: in ricordo del suo trionfo si benedicono le palme e si legge anche il racconto della sua passione e della sua morte. – Dinanzi agli sconvolgimenti e crudeltà di questi ultimi giorni, imploriamo con tutto il cuore: “Signore Gesù, salva il nostro mondo, sconvolto da guerre e violenze!”
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