Zambrone: IV Raduno amici di Aldo Ferraro

“Premio Amicizia e Bontà”

Questo anno il “Premio Amicizia e Bontà” verrà consegnato a Mons. Giuseppe Fiorillo per la sua vita sacerdotale e da uomo dal grande cuore e altruismo

PremioAmicizia EbontaZambrone2013L’anno scorso scrissi di una donna fantastica. Che ha dato la sua vita alle persone più umili e povere della nostra modernità. Avevo detto di voler somigliare a Norina Ventre, meglio conosciuta come Mamma Africa, la mamma di tutti i poveri che l’hanno incontrata e vissuta. A lei era andato il premio amicizia e bontà, istituito dall’Associazione Amici di Aldo, per ricordare le fantastiche doti umane che Aldo aveva e che vogliamo possano essere, attraverso il premio stesso, amplificate e condivise, da una società sempre più fredda e che va sempre più veloce, che non si ferma a guardarsi attorno; non da soccorso, non da carezze, ne consola. Non si accorge di chi soffre e lotta per il bene. Questa volta, in occasione del 4° raduno Amici di Aldo Ferraro, vi scrivo invece, di un uomo e della sua forza ,dotato di una tenacia tipica si, da uomo del Sud ma, dalla profondità che solo un uomo di fede, di grande fede, può avere. Vi parlo di Mons. Giuseppe Fiorillo. Di lui si è sentito molto parlare in passato ma, soprattutto recentemente in occasione dei suoi 50 anni di sacerdozio. Molti giornalisti hanno scritto di lui: “umile fra gli umili. A servizio della gente più povera e bisognosa”. “Per lungo tempo parroco e guida spirituale degli scout, da sette anni coordinatore di Libera. Un uomo infaticabile che ha teso le sue mani verso i più deboli, facendo ritrovare la speranza a numerosi immigrati e donne in difficoltà ai quali ha donato una nuova vita grazie alle case d’accoglienza da lui gestite.” Lui è stato l’uomo che non ha solo predicato l’amore e la carità come un buon prete fa dall’altare. Da quell’altare lui è sceso ogni volta che un uomo o una donna, o intere comunità, hanno avuto bisogno di far sentire le loro voci, il loro disagio, le loro pene e sofferenze.
Giuseppe Fiorillo nasce a Piscopio nel 1937, ordinato sacerdote a Mileto il 29 Giugno 1963, laureato in Pedagogia e Lettere Moderne all’Università di Messina. E’ stato docente di religione nelle Scuole Statali. Ha svolto il ministero pastorale in Arena, Sant’Angelo, Ciano e Ariola di Gerocarne, Francica e Vena di Ionadi. E’ stato assistente ecclesiastico Agesci di Vibo Valentia, Arciprete del Duomo di Santa Maria Maggiore e San Leo Luca in Vibo Valentia e, referente provinciale dell’Associazione Libera.
Giuseppe Fiorillo bambino, era colui che girava con gli amici per le campagne a trovare e a mangiare frutti, a giocare a prendere le lucertole e le rane. Era il bambino che a quei tempi, pregava la Madonna di far finire la guerra e far tornare presto suo padre a casa sano e salvo.
Da giovanotto invece, oltre ad essere il bravo sacerdote che è, proprio il suo amore e rispetto per gli altri, lo ha portato ad essere un “partigiano” a favore dei poveri e l’”uno” nel processo denominato “processo dei 30 più 1”. E’ stato a fianco della gente di Sant’Angelo per chiedere come da diritto, una rete fognaria, una rete idrica, strade nelle campagne, Scuola Media, Ufficio Postale, la guardia medica e altri servizi indispensabili ad una vita civile della comunità. E’ stato il sacerdote grazie al quale, associazioni come “La Casa di Nazareth” e “La Casa di Marta”, vivono ed esistono e, con loro, uomini e donne bisognosi.
Lui è l’umile e semplice sacerdote, che dichiara di sentirsi a disagio per l’attenzione dedicategli per la festa dei 50 anni di sacerdozio; perché dice di non aver fatto altro che il suo dovere. Lui, che ad un certo punto della sua vita sacerdotale, dichiara ancora, di aver rallentato il passo, per tendere la mano a chi restava indietro, a chi quella mano, serviva per credere ancora nella vita: “Rallentare il passo, oggi per me è anche rendere visibili gli invisibili: i poveri.” Lui è il prete che loda il Signore, come scrive nel suo libro La messa sul monte- un itinerario sacerdotale, per avergli regalato “il senso dell’attesa, tra il tempo della semina e quello del raccolto, con la consapevolezza che tra i due tempi ci può essere, e spesso c’è, il tempo del deserto”. Monsignor Fiorillo è l’uomo e il prete che “Quando c’è una meta da raggiungere, anche il deserto diventa strada” e l’uomo del “Presentarsi dinanzi a Dio con le mani pulite ma, non per averle tenute in tasca”.
Ecco. Costui è Giuseppe Fiorillo. Uomo dal grande e gioioso cuore e sacerdote dalla forte fede e grande grinta di fare e mai arrendersi. Da tutta la sua vita e dai suoi pensieri, l’Associazione amici di Aldo, ha visto in lui, la persona che quest’anno è stata meritevole di ricevere il premio “Amicizia e bontà”. Il suo altruismo, il rispetto del prossimo, il suo forte senso di amicizia e dovere, tutti elementi tipici anche della breve vita del nostro amato Aldo. E’ per questo che il 13 Agosto, invitiamo tutti coloro i quali vorranno unirsi nel ricordo, a venire a Zambrone.
Il programma della serata ha inizio alle 18:00 circa, con una commemorazione nel campetto intitolato ad Aldo Ferraro, accanto alla statua dell’Angelo calciatore. Proseguirà con una solenne messa celebrata da Monsignor Giuseppe Fiorillo e Padre Luigi Scordamaglia alle ore 19:00 nella chiesa di San Carlo Borromeo. Alle 21:00, i ragazzi dell’orchestra della scuola media di Zambrone, rieseguiranno il saggio musicale di fine anno “I favolosi anni 60”. I ragazzi saranno diretti dal Prof. Vincenzo Laganà. L’evento è dedicato a tutti i caduti sul lavoro, a chi, ha pagato con la vita, il forte senso del dovere, di fare per se e le persone amate e di contribuire al benessere della propria terra e della società a cui si appartiene.
Limitarsi al ricordo di una persona e del suo fare, non fa fiorire quel deserto di cui tanto parla Mons. Fiorillo. Piuttosto, sempre rifacendoci ai suoi pensieri, bisogna che ognuno di noi concretizzi il ricordo e l’amore per la persona ormai lontana fisicamente da noi, non tenendo le mani in tasca ma, lavorando e creando veri e propri atti d’amore e amicizia.

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